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Urban Safari

Ancona, cornici e geometrie per uno stesso mare

08 gennaio 2015

Se in Italia Ancona è finestra sul mare Adriatico grazie a uno dei maggiori porti presenti, noi di Ankona siamo andati a scovare all’interno di essa forme e geometrie. L’intento è delineare la matrioska di finestre che hanno come cuore pulsante il mare. Il nostro percorso comincia a ridosso dell’ora di pranzo. Siamo all’interno del porto, esattamente di fronte al Riò de J Archi: ci troviamo davanti all’ingresso di una delle prime strutture che saltano all’occhio addentrandosi verso l’interno città: la Mole Vanvitelliana.

Mole Vanvitelliana

Papa Clemente XII, ebbe l’intuizione nel 1700 di ampliare la cornice anconetana attraverso il miglioramento delle condizioni del suo porto, che concesse come franco. Ma fu solo grazie a un architetto di nome Luigi Vanvitelli che il progetto acquistò geometrie e forma definite e funzionali. E’ questo il caso della Mole, per gli anconetani detta il “Lazzaretto”. La sua forma è pentagonale e le cinque punte si affacciano a mo’ di sentinelle sul canale del Mandracchio (la zona peschereccia del porto che la circonda).

Canale del Mandracchio

Se fin dalla sua origine questo spazio ha assolto le più svariate funzioni, da luogo di quarantena a magazzino a servizio del porto, adesso è fulcro della vita culturale degli anconetani. All’interno infatti ospita mostre, spettacoli di teatro e concerti, oltre al museo tattile statale Omero. Se è estate piena e desiderate dedicare all’esplorazione anche la sera, sappiate che proprio alla destra della Mole, lì dove c’è un piccolo molo con vista barche, vi è un approdo sicuro dove prendere un drink spesso accompagnato da buona musica. Il Lazzabaretto diventa infatti con la bella stagione sala concerti e ritrovo all’aperto. Inoltre nei mesi di luglio e agosto non potete perdervi il Festival Adriatico Mediterraneo e l’oramai noto festival di musica elettronica Acusmatiq, ospitato proprio dentro alla corte centrale dell’edificio, dove si erge il piccolo tempio di San Rocco.

Tempio di San Rocco

È ormai ora di pranzo e se avete fame vi basterà salire le scalette proprio di fronte all’ingresso della Mole e attraversare la strada, per ritrovarvi sotto ai portici, in uno dei quartieri più popolari di Ancona. Proprio da questo quartiere prende il nome un locale appartenente alla tradizione “magnereccia” anconetana: il Ristorante Sot’aj Archi. Qui dalla signora Paola potrete gustare ottime specialità di pesce tra cui le chitarrine con scampi e pomodorini e le cosiddette “nocchie”, pannocchie condite con olio, pomodorini e prezzemolo.

Chitarrine agli scampi

Siete pronti a proseguire la passeggiata? Suvvia, c’è da digerire le chitarrine! Riprendiamo dunque la rotta verso il porto attraverso la passeggiata che continua subito sopra il Lazzaretto. Noterete una grande e maestosa porta, la prima di alcuni ingressi che ci avvicinano gradualmente al centro città. La struttura, in pietra d’Istria e blocchi di tufo, risale alla fine del Settecento e venne eretta dagli architetti Marchionni e Daretti secondo il volere di un altro papa, Pio VI, da cui prende il nome di Porta Pia. Circa da questo punto si apre innanzi a noi un nuovo rione tutto da esplorare: Capodimonte, che termina giusto in prossimità di Piazza della Repubblica, lì dove si erge il teatro della città.

Porta Pia

Proseguendo la passeggiata sul lungomare di Via XXIX Settembre, sulla sinistra potrete notare la zona del porto da cui partono i traghetti per la Grecia e la Croazia. Sbuchiamo così in Piazza della Repubblica e prima di girare a sinistra, per tuffarci nel vivo del porto di Ancona, intravediamo il già citato “Teatro delle Muse-Corelli”, principale teatro della città. Questo luogo è sede del Teatro stabile delle Marche e dell’orchestra filarmonica marchigiana ed è stato riaperto al pubblico nel 2002.

Teatro delle Muse

Prima di continuare il nostro Urban “maritime” Safari alla volta dell’Arco di Traiano, abbiamo un altro consiglio per voi. Si tratta della trattoria storica “un tantì rustiga” Da Irma, perfetta se avete voglia di prendere un caffè o qualora stiate cercando un’alternativa più economica al Ristorante Sot’aj Archi. Da Irma è possibile degustare le pietanze della cucina dorica tra cui lo stoccafisso, preparato secondo la vera ricetta anconetana.

Stoccafisso

Raggiungete quindi l’Arco di Traiano. Questo suggestivo transito, posto nella parte più antica del porto, venne realizzato nel 100-106 d.C. da Apollodoro di Damasco in onore dell’imperatore del senato romano. Furono, quelli, anni di splendore per Ancona, porto principale verso l’Oriente e città da cui l’imperatore soleva imbarcarsi al tempo della seconda guerra dacica. La scalinata di accesso venne aggiunta soltanto nel 1859. Non potete andare via senza visitare questo luogo unico, dove dal basso si ha la possibilità di dominare il cucuzzolo del colle Guasco su cui si erge il Duomo di San Ciriaco. Visita fortemente consigliata anche alle luci del tramonto.

Veduta sull'Arco di Traiano

Alla destra dell’arco, vi consigliamo di salire sul corridore, un piacevole percorso murario sospeso che dall’arco arriva fin sopra Porta Clementina. Guardando attraverso il suo stesso fornice, da tale struttura — come la Mole dedicata a Papa Clemente XII e risalente allo stesso periodo — potrete godere della vista dell’Arco di Traiano e del Duomo. Scenari incorniciati da porte dentro porte, precise geometrie ispirate dal mare.

Porta Clementina

La nostra passeggiata tra cornici e finestre del cuore marittimo anconetano, si conclude qui. Vi diamo appuntamento alla prossima esplorazione!

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