go green, rroma

Il giardino di rose tra i colli di Roma

Tra l’Aventino e il Palatino, proprio di fronte al Circo Massimo, c’è un lembo di terra che sembra baciato dagli Déi: la vista della capitale che si gode da questa altura è resa ancora più speciale dal profumo inebriante delle rose del giardino comunale. Già nel III secolo a.C. questo punto della città era dedicato alla coltivazione di piante e fiori e nel ’600 era conosciuto come l’Orto degli ebrei. Successivamente venne abbandonato finché, negli anni ‘30 del secolo scorso, la contessa Mary Gailey Senni, appassionata di botanica, s’innamorò di questo luogo e decise di trasformarlo in un roseto.

Oggi è possibile passeggiare tra le oltre 1000 specie coltivate, godendosi il panorama e trastullandosi come api tra i fiori a primavera. Ci si può chinare ad annusare o semplicemente osservare forme e colori. Alcune sono davvero speciali: è il caso della Rosa Chinensis Virdiflora dai petali verde erba o di Chinensis Mutabilis che cambia colore, virando dalle tonalità ambrate al cremisi intenso. Il giardino è diviso in due aree: la più grande, sulle pendici del colle, ospita la collezione botanica mentre in basso dimorano le specie più belle, quelle che hanno vinto negli anni il prestigioso Premio Roma.

Per noi di Nuok, il momento ideale per visitare il roseto è il primo mattino: raggiungete il roseto all’apertura, alle 8.30 e portate il libro del vostro poeta preferito da leggere su una delle tante panchine disseminate qua e là, regalandovi un inizio magico prima di immergervi nel cuore dell’Urbe. 

* * *

Questa segnalazione è stata curata da Cristina Cassese.
Tarantina e tarantolata, è appassionata di libri, teatro e scienze umane.
Il suo è uno spiritonomade: oggi vive a Roma, domani chissà.
Da qualche anno insegna ma soprattutto impara.