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Una passeggiata tra i murales di San Berillo a Catania

Catania, luci e ombre. I contrasti caratteristici di questa città emergono in molte delle sue vie, soprattutto quelle addentrate nelle viscere del centro, dove oggi sono in moto esempi di rigenerazione urbana. San Berillo è uno di questi esempi, quartiere scrigno che conserva una porzione di storia catanese, a tratti controversa, ma che vale la pena conoscere se si vuole apprezzare una parte intima della città.

Entrando da via Coppola, in una traversa ad angolo con una trattoria, ci si ritrova dentro il quartiere, in piazza Goliarda Sapienza, un tempo piazza delle Belle e oggi intitolata all’attrice e scrittrice catanese, che a San Berillo ha vissuto i suoi primi anni. Qui si trovano dei locali e si possono ammirare alcune opere di street art, come quelle di Marco Guè che ricoprono la parte alta di una facciata. Sempre dalla piazza si accede a una stradina, un percorso guidato tra piante e murales al cui ingresso campeggia la scritta “San Berillo district”. Basta guardarsi intorno per cogliere l’essenza del quartiere, tra case diroccate, fiori dentro un water e murales di Frida Calo.

San Berillo non è un luogo semplice e il suo passato da quartiere a luci rosse continua ad avere una forte influenza; l’impegno di associazioni, artisti e volontari ha però riacceso le luci sulla sua storia. Su San Berillo e la recente rigenerazione urbana, esiste una web serie doc realizzata dall’associazione Trame di quartiere. Per avere un’occhio più attento sui murales, consigliamo di guardare la decima puntata “Oltre il murales”.

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Questa segnalazione è stata curata da Lorena Peci.
Eterna sognatrice, viaggia col corpo e con la mente. Scrive per passione e per lavoro.
Quando non è seduta davanti un computer, ama camminare, leggere e ascoltare storie.

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