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Street art e attualità: a Gallipoli, La Zattera della Medusa 2.0

Quando un’opera diventa empatia e connessione allora diviene arte. È ciò che è accaduto ancora una volta nel Salento, su un muro che sembrava essere come tanti, ma che ora non è più lo stesso. Si chiama La Zattera della Medusa 2.0 la nuova opera di street art realizzata a Gallipoli, in provincia di Lecce, grazie al finanziamento regionale “La Cultura Si Fa Strada” che sta trasformando, in questi mesi, la Puglia in un museo accessibile e colorato, alla portata di tutti e per tutte le tasche. Così come dovrebbe essere sempre, il mondo dell’arte.

Gli artisti sono due giovani gallipolini, Cosimo Cheone Caiffa e Gabriele Cortese che hanno reso quanto mai attuale la famosa opera di Théodore Géricault “Le Radeau de la Méduse – oggi custodita al Museo del Louvre a Parigi. Come in molti sanno, la tela rappresenta uno dei momenti successivi al naufragio della fregata francese Méduse del 2 luglio 1819.

Sembra essere un episodio ormai troppo lontano, ma torna ad essere discusso per via dei numerosi fatti di cronaca degli ultimi anni, una cronaca spesso ignorata, una cronaca che non perdona. Non si distacca molto dalla realtà quest’opera che sembra però dare un messaggio a chi guarda. Il faro, in lontananza, c’è, in modo netto e significativo, quel faro sempre metafora di speranza e di immediati approdi. Un’opera che lancia un messaggio forte e chiaro che oggi più che mai deve essere sotto gli occhi di tutti: ecco, quando le immagini valgono più di mille parole.

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Questa segnalazione è stata curata da Eleonora Tricarico.
Brucia il caffè, dorme poco e scrive tanto. È una backpacker incallita e una instancabile copywriter.
Tra un post su Instagram e l’altro, sogna una giornata di 46 ore. Il suo motto? Sempre on the road. Qualcosa va storto? Let it be!

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