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La statua del Turco a Moena, nel cuore delle Dolomiti

La chiamano la Fata delle Dolomiti: la ragione è facilmente intuibile, bella com’è. Stiamo parlando di Moena, la perla al confine tra le valli Fiemme e Fassa in Trentino. La fama di questa piccola località alpina è dovuta principalmente alla sua bellezza architettonica, così coerente allo spettacolare scenario naturalistico che la circonda: baite di legno, tetti a cappello e coloratissime fioriere in ogni angolo. Pochi sanno però che c’è un sobborgo poco distante dal centro cittadino in cui l’atmosfera montanara si mescola con motivi orientaleggianti: è il Quartiere Turchia dove si erge la statua del Turco di Moena.

Sono tante le storie che lo vedono protagonista: con buona probabilità, l’effige ritrae un francescano originario del rione che partì missionario in Medio Oriente e che, al suo rientro, affascinò i concittadini con i racconti dei suoi viaggi tra Turchia ed Egitto. O forse si tratta di un soldato dell’Impero Ottomano che, al tempo della guerra austro-turca, si perse per strada e venne accolto dagli abitanti della zona.

Oggi sulle facciate degli edifici del Quartiere campeggiano stelle, mezzelune e affreschi arabeggianti: e se capitate nei paraggi durante il Carnevale, non perdetevi la parata delle faceres, le tradizionali maschere di legno realizzate dagli artigiani locali. Tra Arlecchini e Pantaloni, sfilano infatti ogni anno anche il Sultano, i Giannizzeri e le odalische dell’Harem. A fine agosto, invece, vi aspetta la festa vera e propria del Cianton: tre giorni di musica, teatro di strada e stand enogastronomici per celebrare la leggenda del Turco delle Dolomiti.

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Questa segnalazione è stata curata da Cristina Cassese.
Tarantina e tarantolata, è appassionata di libri, teatro e scienze umane.
Il suo è uno spiritonomade: oggi vive a Roma, domani chissà.
Da qualche anno insegna ma soprattutto impara.

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