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Il ponte amato da Monet a Dolceacqua in Liguria

Il 18 febbraio del 1884 Claude Monet si trovava a Dolceacqua, un piccolo borgo della Val Nervia, situato nell’entroterra di Ventimiglia, nel ponente ligure, e scriveva sul suo diario “il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello dileggerezza…”. Il vecchio ponte di cui parlava Monet, che ha ritratto in due sue opere, sembra davvero sospeso nel tempo; costruito nel XV secolo, è a schiena d’asino, con una campata unica di 33 metri. Collega i due nuclei di Dolceacqua: il Burgu a oriente, con i suoi carrugi, le cantine e l’antico castello dei Doria che domina il paese e la Tèra dall’altra parte del Nervia, con i ristoranti e gli appartamenti più moderni al di fuori della cinta muraria.

Personaggi di ogni tipo hanno calpestato l’acciottolato rosso e grigio che ricopre il ponte: cavalieri medievali, marinai genovesi, artisti rinascimentali e, al giorno d’oggi, le centinaia di turisti, i tanti sposi che vengono a celebrare il matrimonio qui nel piccolo borgo per il suo carattere pittoresco, e le anziane signore costrette a portare a mano le borse della spesa non potendo raggiungere i carruggi con l’auto.

Il quadro di Monet, che ritrae il ponte in primo piano è completato dal castello diroccato dei Doria sullo sfondo, simbolo di Dolceacqua, insieme al vino Rossese, prodotto nelle tradizionali cantine e alla Michetta, un tipico panino dolce ricoperto di zucchero, che spesso viene accompagnato con lo zabaglione o con il vin santo a fine pasto.

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Questa segnalazione è stata curata da Chiara Sanvincenti.
Si delinea come un cancro sensibile e lunatico che spesso viaggia con la mente e la fantasia, oltre che in giro per il mondo.
Ama le persone, il profumo del mare e ballare: su qualsiasi tipo di canzone.

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