budapesch, by night

Il fröccs, ovvero lo spritz a Budapest

Trovare il Pótkulcs pub, in ungherese letteralmente “chiavi di riserva”, non è per niente facile. Sulla via del VI Distretto, la Csengery utca, non è presente alcun insegna. Ma è proprio questo che rende il posto ricco di fascino e magia. Si tratta infatti di uno dei primi locali nati all’interno di cortili residenziali o di edifici dismessi, i cosiddetti ruin pub, tra i quali sono noti il Szimpla Kert e il Fogasház.

Ma, a differenza dei sopracitati, il Pótkulcs si presenta a noi con un carattere del tutto autentico, un po’ lugubre e decadente, un po’ cupo e malinconico. Ed è qui che gli ungheresi doc (straordinariamente noti per essere degli eterni pessimisti) vengono ad affogare nella bevanda i loro dispiaceri. Già grande produttore di birra, vino e pálinka (bevanda alcolica simile alla grappa nostrana), il popolo magiaro si dichiara anche inventore dello spritz: verso la fine dell’Ottocento vengono mixati infatti vino bianco e soda e, dal suono frusciante del sifone, nasce il fröccs.

Al Pótkulcs, così come in ogni altro bar d’Ungheria, si possono trovare infinite versioni del fröccs, a seconda della quantità di acqua o di vino che si desideri nel proprio bicchiere. E, ad accompagnarlo, non ci lasciamo sfuggire la pogácsa, un piccolo (e sempre economico) salatino alle patate o al formaggio. Perché una cosa è certa: se non mettiamo qualcosa sotto i denti e seguiamo i loro ritmi di bevuta, allora sì che avremo bisogno di lasciarle sotto il tappetino di casa, le nostre chiavi di riserva.

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Questa segnalazione è stata curata da Sara Del Sal.
Friulana d’origine, da ormai tre anni in terra magiara, colleziona cartoline
e vecchie cianfrusaglie a cui dona un’anima nuova e autentica.

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