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Il castello medievale di Melfi: una fortezza in Basilicata

Il castello di Melfi è stato la dimora di grandi figure della storia meridionale che hanno tutte contribuito alla costruzione della fortezza. La tradizione fa risalire ai duchi normanni di fine XI secolo il nucleo originale del castello che, nel Duecento, diverrà dimora di Federico II: l’imperatore era solito soggiornare nell’area del Vulture dove praticava la caccia con il falco. L’ampliamento più importante del castello venne fatto dalla dinastia Angioina che, alla fine del XIII secolo, conferì al castello l’aspetto di roccaforte visibile oggi. Lo stato italiano lo acquisisce nel 1952 su dono della famiglia Doria, proprietari stabili del castello dal Cinquecento.

Di aspetto medievale, il castello è protagonista assoluto del paesaggio circostante; circondato da un fossato e protetto da dieci torri, ha l’aspetto di fortezza inespugnabile che custodisce storie e segreti di un tempo lontano. Le sue pietre sono state testimoni di importanti vicende: qui venne bandita la prima crociata, promulgato il Liber Augustalis da Federico II e dove si consumò un sanguinoso assedio nel 1528, che la città ricorda con una rievocazione durante la Pentecoste, culminante in un pirotecnico assedio alla rocca.

Prima di varcare l’ingresso, cercate il sentiero sulla destra che scende nel fossato: potrete ammirare tutti gli angoli e i segreti che circondano il castello. All’interno troverete il museo archeologico (2,50 euro) che custodisce – oltre a manufatti del periodo VIII-III a.C. – un pregiato sarcofago romano del II d.C. Il percorso del museo si snoda all’interno delle sale prive, purtroppo, di coerenza storica con l’esterno.

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Questa segnalazione è stata curata da Enrico Canadà.
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