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Una colazione nel bistrot sociale Come un albero a Roma

Ci troviamo a via Alessandria, quartiere Salario. Al numero 129 visse Luigi Pirandello, ma noi siamo andati oltre, al civico 159, dove in fondo ad un vicolo privato si nasconde un bistrot-museo che non ha pari nella capitale.

Come un albero è un bistrot sociale nonché una casa-museo con uno sguardo sulla disabilità. Il nome nasce dalla lettura del romanzo “Achille Piè veloce “di Stefano Benni in cui la disabilità viene vista metaforicamente come un albero: lenta nella crescita, con una parte nascosta (le radici) da scoprire. In questo museo non si paga nessun biglietto e non ci sono opere d’arte ma stanze da visitare che rispecchiano emozioni o complicazioni del quotidiano di persone con disabilità. A comporre il museo sono i vari ambienti della casa e un’incantevole sala principale: una libreria gigantesca, un pianoforte, vari tavoli per il pranzo e un accoglientissimo bancone dove sostare per una colazione. Noi ci siamo deliziati con cornetto, biscotti e cappuccino. A servirvi saranno anche le persone disabili, vero fulcro del progetto.

Henry Miller scrisse: “l’albero porta ombra, riposo, canzoni, porta poeti, pittori, visionari”. Un’ottima definizione per il nostro bistrot ma noi siamo sicuri che ci troverete molto altro ancora. La sera, il locale può essere prenotato e una volta al mese avrete l’opportunità di partecipare ad una cena tematica. La qualità del cibo è ineccepibile con un’attenzione per i prodotti a km 0. Come un albero è un luogo di delizie a prezzi molto contenuti e un progetto sociale di altissimo valore.

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Questa segnalazione è stata curata da Ornella Vaiani.
Ornella è franco-italiana. Ha una passione sconfinata per l’arte, le persone, i viaggi e gli incontri “ahaaa”.
Cerca sempre la chicca anche quando rimane in città. Pessoa la riassume alla perfezione “Ah se potessi essere tutte le persone di tutti i posti”.

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