coffee time, sirakuza

La delicata dolcezza del biancomangiare del Caffè Sicilia a Noto

Noto, in provincia di Siracusa, è una città abbagliante, chiara, il cui colore predominante è il giallo sabbia. Quest’impatto è piacevole e passeggiare tra le strade del centro storico, attorniati da scalinate, salite e palazzi barocchi, immerge in un’atmosfera intensa, fatta di mascheroni tardo barocchi, chiese e forme ridondanti. 

Noto è una città che si evolve e che oltre il suo prorompente bagaglio storico, sta investendo su sé stessa senza snaturarsi. Lo si capisce bene dall’offerta culinaria, che incastra la tradizione e la qualità dei prodotti tipici con l’innovazione dei modi di presentarli. Passeggiando sul corso di via Vittorio Emanuele, al numero 125, si incontra il Caffè Sicilia, il cui aspetto esteriore è quello di un tipico bar siciliano, pulito e senza fronzoli. All’interno l’esperienza è similare, con uno spazio che sa di antico, un antico che però sa raccontarsi e rendersi attuale.

Tra le tante delizie spicca il biancomangiare, un tortino alle mandorle con la consistenza di un budino. La tradizione di questo dolce lo lega alla nobiltà, in quanto si trattava di un nome dato a quei cibi, dolci o salati, che venivano realizzati con ingredienti di colore bianco, ed era un piatto destinato ai ricchi. Si mangia con facilità in quanto morbido, fresco e leggero, dolce come la mandorla di Noto ma con una punta di amaro lieve ed equilibrata, frutto della maestria di Corrado Assenza. Da mangiare a metà passeggiata, meglio se seduti sui tavolini esterni, così da abbinare a ogni cucchiaiata un assaggio della città.

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Questa segnalazione è stata curata da Lorena Peci.
Eterna sognatrice, viaggia col corpo e con la mente. Scrive per passione e per lavoro.
Quando non è seduta davanti un computer, ama camminare, leggere e ascoltare storie.

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