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Il mito di Aretusa e Alfeo nel murales di Alice Pasquini a Siracusa

Quello di Aretusa e Alfeo è uno dei miti più famosi della città di Siracusa. Racconta della bellissima ninfa Aretusa della quale si innamorò perdutamente il giovane Alfeo un giorno che la vide tra i boschi del Peloponneso.  La giovane non ricambiò subito il suo amore e chiese aiuto alla dea Artemide, la quale la tramutò in una nube che spinta verso la Sicilia generò una fonte d’acqua sull’isola di Ortigia. Alfeo, realmente innamorato, invocò il padre Oceano che, convinto della sincerità del suo amore, lo tramutò in un fiume al quale permise di raggiungere la Sicilia per congiungersi con le acque di Aretusa. Oggi questo mito rivive in un luogo preciso della città: fonte Aretusa, sorgente di acqua dolce a pochi metri dal mare.

Proprio questa leggenda ha ispirato l’artista romana Alice Pasquini nell’esecuzione del murales siracusano. La Pasquini, in arte Alicè, è una delle poche esponenti femminili del movimento della street art italiana, attiva e apprezzata in tutto il mondo, e le sue opere narrano spesso di figure femminili di straordinaria vitalità.

Il murales di Aretusa e Alfeo è stato realizzato nell’agosto 2014 su una parete del plesso Leonardo da Vinci dell’Istituto Comprensivo Santa Lucia, in occasione di una manifestazione artistica ideata dall’Associazione Istinto Naturale e promossa dall’Amministrazione Comunale con il benestare della dirigenza dell’istituto scolastico. L’opera ritrae la ninfa come sospesa su una nube e afferrata per un braccio dal giovane Alfeo e può essere ammirata in prossimità del civico 5 di viale Teocrito, nel quartiere siracusano della Borgata.

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Questa segnalazione è stata curata da Sofia Giompapa.
Siciliana, emigrata e ritornata, innamorata della sua terra e del mondo.
Ama i colori e nel tempo libero va alla scoperta di angoli segreti con la sua macchina fotografica.

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