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Una passeggiata sul Ponte delle Catene a Budapest

Romantica, decadente, fiabesca: sono solo alcuni degli aggettivi con cui descrivere Budapest, una città ricca di storia che vanta numerose attrazioni, una fra tutte lo spettacolare lungofiume sul Danubio, che nel 1987 è entrato a far parte del Patrimonio UNESCO, assieme al Palazzo del Parlamento, la  Andrássy Utca, la via più lunga della città,e il quartiere di Buda, dove si trovano il Castello e il pittoresco Bastione dei Pescatori.

Tra i numerosi ponti che solcano le acque del fiume, il più iconico nonché il più antico è il Ponte delle Catene, in ungherese Szechenyi Lanchíd, dal nome del Conte Istvan Szechenyi che ne volle la costruzione affinché la città si dotasse di un ponte permanente. Fu inaugurato nel 1849, ma neanche un secolo dopo fu distrutto dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ricostruito successivamente, ha un’architettura di grande impatto visivo ed è uno dei simboli della capitale magiara.  

Con i suoi 375 metri di lunghezza e oltre 12 di larghezza, questo ponte si trova in corrispondenza della Basilica di Santo Stefano e del Castello. È composto da due archi collegati tra loro e sorvegliati alle due estremità da una coppia di leoni di pietra. Durante particolari festività, inoltre, viene chiuso al traffico automobilistico e diventa completamente pedonale, permettendo di godere ancora di più di questa incantevole città. Se qualcuno si stesse ancora chiedendo perché Budapest viene definita la “Parigi dell’Est”, siamo certi che una passeggiata su questo ponte, magari al tramonto, potrà togliervi parecchi dubbi. Se non tutti.

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Questa segnalazione è stata curata da Dafne Graziano.
Laureata in lingue, aspirante traduttrice, rockstar mancata. Ama scrivere, leggere e viaggiare, sia nel mondo reale che nella fantasia.
Determinazione e passione sono i suoi punti di forza. Il suo tallone d’Achille? La pasta alla carbonara

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