by night, leccie

Sulle spiagge di Pescoluse con una birra anzi, una birrozza

Il Salento è conosciuto, in Italia e non solo, per la bellezza paradisiaca delle sue spiagge: le acque cristalline della costa jonica pare abbiano poco da invidiare a quelle maldiviane e caraibiche. In questo scenario nostrano che è ormai sinonimo di estate, ogni sera d’agosto o quasi, il litorale si trasforma in una gigantesca e spumeggiante dancehall: si comincia nel tardo pomeriggio e, tra una pizzica e un brano di reggae in dialetto salentino, l’ora d’oro arriva con dolcezza e senza fretta. Abbiamo scelto di interpretare classicamente la nostra giornata alle Maldive del Salento, con attitudine volutamente oziosa e rilassata, godendoci il sole sul bagnasciuga e immergendoci di tanto in tanto in quella meraviglia di mare dalle sfumature verdi e blu.

La calura stagionale induce alla ricerca di qualcosa di fresco ed è così che è arrivata la sorpresa. In questa terra di vigneti e oliveti a perdita d’occhio, da qualche anno si comincia a produrre anche birra artigianale di alta qualità. I bagnanti del luogo ameno ci hanno consigliato di assaggiare la Birrozza salentina, prodotta con grano Cappelli bio locale: una birra da spiaggia, nuda e cruda, senza conservanti, non pastorizzata e non filtrata. Ne esistono due varianti: la bionda dal sapore sottile e delicato e la rossa, un po’ più robusta e dal retrogusto amarognolo.

Ne esistono due varianti: la bionda dal sapore sottile e delicato e la rossa, un po’ più robusta e dal retrogusto amarognolo. Noi di Nuok abbiamo optato per una chiara e abbiamo aspettato il tramonto gustandocela ghiacciata, sorso dopo sorso, con i piedi nella sabbia, i capelli ancora umidi e la pelle luccicante di salsedine.

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Questa segnalazione è stata curata da Cristina Cassese.
Tarantina e tarantolata, è appassionata di libri, teatro e scienze umane.
Il suo è uno spiritonomade: oggi vive a Roma, domani chissà.
Da qualche anno insegna ma soprattutto impara.

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