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La statua di Prometeo Incatenato nel parco archeologico di Siracusa

Si trova a ridosso del visitatissimo parco archeologico della Neapolis (di cui vi abbiamo raccontato qui) ma è forse uno dei monumenti siracusani meno conosciuti dai turisti: stiamo parlando della statua del Prometeo incatenato.

È un’opera in bronzo di circa tre metri raffigurante la figura di Prometeo incatenato a testa in giù che narra il mito del giovane titano, divenuto simbolo di lotta per il progresso e ribellione per la libertà, il quale causò l’ira di Zeus per aver rubato il fuoco dal carro di Elio e averlo donato agli uomini, che ne erano stati privati dalla divinità. Per questo Zeus lo fece incatenare a una rupe sul Caucaso, ordinando che ogni giorno un’aquila gli divorasse il fegato che, però, di notte ricresceva. La leggenda narra anche che dopo molto tempo e molte sofferenze, Prometeo fu liberato da Eracle. La statua è stata realizzata nel 1955 dallo scultore Biagio Tommaso Poidimani, nato a Rosolini (piccola cittadina in provincia di Siracusa) ed è stata donata dallo stesso artista alla città. Poidimani fu un artista attivo in ambito internazionale, insegnò scultura in diverse accademie e partecipò a mostre ed esposizioni in Italia e all’estero ricevendo importanti riconoscimenti.

Non è facile imbattersi in questa opera… ma per quanti si recano in visita al parco archeologico, vale la pena spendere qualche minuto a cercarla per completare un percorso di immersione nella mitologia greca. È possibile ammirarla nei pressi di uno spazio verde in via Ettore Romagnoli, a ridosso dell’area di parcheggio del parco.

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Questa segnalazione è stata curata da Sofia Giompapa.
Siciliana, emigrata e ritornata, innamorata della sua terra e del mondo.
Ama i colori e nel tempo libero va alla scoperta di angoli segreti con la sua macchina fotografica.

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