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La statua di Liliana Crociati de Szaszak a Buenos Aires

Il Cimitero della Recoleta si trova nell’omonimo barrio, un elegante quartiere residenziale vicino al più famoso Palermo. È una cittadella dei morti ma viva come le strade che la circondano, e non solo per i turisti. Qui dimorano circa 4800 anime, molte delle quali vegliate da statue. Possono essere angeli ma più comunemente ritraggono i defunti, come fanno le fotografie sulle lapidi che qui invece mancano.

Tra i mausolei più conosciuti c’è la tomba di Liliana Crociati de Szaszak. Quello che successe davvero è ancora impreciso e si perde nel tramandarsi di generazione in generazione di una profonda tragedia familiare. Si dice che sia morta in luna di miele a causa di una valanga. Ma poco importa: quello che colpisce davvero è lo strazio insanabile di un padre che troppo presto ha perso l’unica e adorata figlia. Lo si trova nella commovente poesia, scritta di getto sulla base della statua, dove il genitore si chiede il perché di tutto questo. Lo si vede nella volontà di posizionare la tomba lungo una via di passaggio in modo che tutti, ricordandola, possano contribuire a tenerla in vita. E infine, nel gesto di aggiungere la statua di Sabù, l’amato e fedele cane di Liliana, quando anche lui morì, qualche anno dopo. Un dono, l’ultimo, a memento di un amore che travalica perfino la morte.

Nel Cimitero della Recoleta ci sono anche delle anime vive: sono i gatti. Li troverete a dialogare con le statue, specialmente con quella di Sabù che sembrano amare particolarmente.

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Questa segnalazione è stata curata da Lisa Zillio.
Girare il mondo è un modo di vivere, è la normalità. Stare troppo ferma in un luogo, invece, l’eccezione.
Le piace percorrere strade dove la vita si intreccia con l’arte.

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