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Il murales dedicato a Tintin nel centro di Bruxelles

Se si imbocca rue de l’Etuve lasciandosi a destra il Manneken Pis – la famosa statua del bimbo che fa pipì – con lo sguardo che già prova a scorgere l’intima Grand Place di Bruxelles, sarà davvero complicato riuscire a trovarlo, il murales di Tintin. D’altronde, quello che occupa uno dei lati del civico 37 è dedicato a uno che tra le pagine del fumetto di cui era protagonista andava a spasso per il mondo a cercare tesori, a risolvere misteri. Chi l’ha dipinto deve averlo fatto di proposito, decidendo di celebrarlo sul lato anonimo di un qualsiasi palazzo del centro di Bruxelles. Per trovarlo bisogna aguzzare la vista, tra negozietti traboccanti di waffle e praline, fermandosi a metà strada tra due degli angoli più instagrammabili della capitale belga.

Su uno sfondo bi-colore tra il blu e l’azzurro chiaro, ecco Tintin, il cane Milou e Capitan Haddock fiondarsi giù da scale anti-incendio per scappare da pericoli vecchi di cinquantatré anni: già, perché la scena che turisti e brussellesi attenti osservano col naso all’insù venne disegnata da Hergé nel 1956, per l’albo “L’affaire Tournesol”.

Quello a Tintin non è però l’unico omaggio alla scuola franco-belga con cui Bruxelles si è addobbata per combattere il grigiore che spesso le vortica sopra. Negli angoli più improbabili della città vedrete spuntare i Puffi, Asterix e Obelix, Lucky Luke tra i più conosciuti. Mangiando cioccolatini assortiti, è bello perdersi dentro a finestre di un mondo immaginario che sa di merende d’altri tempi dopo lunghe giornate a scuola.

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Questa segnalazione è stata curata da Gabriele Sebastiani.
Giornalista classe ‘93, ama i cieli nuvolosi, l’accento inglese e il cibo thailandese.
Fermamente convinto che chi nasca del Toro sia destinato a fare grandi cose.

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