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Shakespeare and Company, istituzione della Rive Gauche di Parigi

Se attraversate la Senna dall’isolotto di Notre-Dame, verso il Pantéon, prima dei vicoli del Quartier Latin, incontrerete la libreria Shakespere and Company, da oltre mezzo secolo il guardiano delle porte del fermento culturale della Rive Gauche e dell’area dell’Università Sorbonne. Intima, elegante, è costruita e organizzata come un libro: ogni stanza è un capitolo, racconta il fondatore George Whitman, americano. La libreria è nata nel 1951 e prende il nome di Shakespeare and Company in onore del bookstore di Sylvia Beach, che negli anni ’20 era ritrovo degli artisti che passavano per Parigi e qui si fermavano (come Hemingway, Stein, Fitzgerald).

Whitman decise, quando diede vita alla libreria parigina, di perseguire nello spirito mecenatesco e di renderla luogo di incontro e polo culturale. Passarono come seconda generazione Ginsberg, Nin, Miller, Cortazar. Oggi è la figlia di Whitman, Sylvia, a gestire la libreria, e organizza festival letterari, presentazioni, e dibattiti. Auster, Pullman, Smith, tra gli ultimi passati qui. Ma cosa rende magica l’atmosfera di questo luogo?

Sicuramente gli ambienti stretti ma accoglienti, gli scaffali straripanti di libri (in lingua inglese), le pareti ricoperte da post-it e commenti dei visitatori. Attraverso una piccola rampa di scale a chiocciola, si accede a una stanza abitata da un antico pianoforte, che gli avventori sono invitati a suonare. Accanto alla libreria, l’omonimo cafè. Unico bar di Parigi a servire particolari tè inglesi, è aperto tutti i giorni fino a tardo pomeriggio, la terrace dà su Notre-Dame e su Place st. Julien le Pauvre, una delle piazze più caratteristiche di Parigi.

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Questa segnalazione è stata curata da Livia Chiriatti.
Ferma sostenitrice dell’umorismo come chiave di lettura del mondo. Grafomane compulsiva, amante sincera di un certo tipo di bianco fermo, del libero girovagare e della pelle che sa disalsedine. Nata cresciuta e laureata a Roma, ora vive a Torino cercando di capire come rendere lascrittura un mestiere.