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Meteore: le rocce “sospese in aria” della Grecia

Templi e statue che gli antichi Greci ci hanno lasciato difficilmente possono competere con la magnificenza di cui è capace la natura. L’abbiamo scoperto nella piccola località montana di Meteora, nei pressi di Kalambaka, salendo lungo una strada fiancheggiata da alberi che non permettevano spoiler sulla vista che avremmo avuto dalla sommità.

Le Meteore (dal greco “sospese in aria”) che danno il nome al luogo sono delle gigantesche torri naturali di arenaria, che arrivano fino a 400 metri d’altezza e sembrano in effetti fluttuare sospese sulla fitta vegetazione che si stende alle loro pendici, formando un paesaggio che ricorda l’isola del film Jurassic Park. In cima a ventiquattro di queste rocce sorgono altrettanti monasteri ortodossi, costruiti per i monaci eremiti che nel XIV secolo cercavano riparo dagli invasori turchi. Di questi solo sei (Gran Meteora, Agios Stefanos, Varlaam, Roussanou, Agia Triada e Agios Nikolaos) sono visitabili, percorrendo le scale scavate nella roccia che hanno sostituito le antiche carrucole. Dovrete pagare un biglietto (una cifra economica, pochi euro) e alle donne saranno forniti dei teli per simulare una gonna lunga e coprire le gambe.

Potete anche salire su alcune delle torri senza monasteri, anche se quasi tutti i punti panoramici sono privi di recinzioni a proteggervi dallo strapiombo. Quando arrivate in cima, se siete in gruppo provate a stare in silenzio per un minuto. A parte pochi versi di uccelli, il silenzio è totale e, unito al paesaggio, evoca un senso di sublime, ammirazione e vertigine per degli elementi naturali così imponenti.

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Questa segnalazione è stata curata da Elena Gebbia.
Legge, si incuriosisce, viaggia, fotografa e racconta.
Non sempre in quest’ordine.