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La brioche più romana che ci sia dal Maritozzaro a Trastevere

Forse non tutti sanno che il maritozzo è una brioche dalle antiche origini: questa deliziosa pagnotta dolce farcita di panna montata sembra derivare da una specialità gastronomica d’epoca romana che prevedeva, oltre agli ingredienti base, anche miele, uva passa e frutta secca. L’epiteto vezzeggiativo proviene invece da un’usanza d’età moderna: i giovani promessi sposi donavano questi dolcissimi panini alle loro fidanzate il primo venerdì di marzo, una sorta di odierno San Valentino, nascondendo nel ripieno anelli o altri gioielli preziosi.

A pochi metri dalla stazione di Roma Trastevere, c’è un piccolo bar seminascosto che questi cadeaux amorosi li produce da oltre 50 anni: è Il Maritozzaro storico di Roma, all’anagrafe Antonio Agostini, che ha aperto i suoi battenti nel lontano 1960. Oggi sono i suoi figli, Emilio e Mauro, che portano avanti la tradizione giorno dopo giorno e, soprattutto, notte dopo notte. Perché certo, il maritozzo non può mica osservare i classici orari di apertura da bar: l’amore, come la fame, quando arriva, arriva e per questo i due gagliardi fratelli spannano brioche alternandosi per quasi 24 ore su 24, dalle 17 fino alle 15 del giorno successivo. E che panna: leggera e soffice, dolce ma non stucchevole, praticamente perfetta tanto per la prima colazione quanto per lo spuntino di mezzanotte.

Se ci capitate di domenica come è successo a noi di Nuok non perdetevi il celeberrimo mercato d’antiquariato di Porta Portese che si tiene proprio a due passi, un’altra istituzione romana dove è possibile scovare, oltre che gli oggetti più strampalati, l’autentica anima popolare dell’Urbe.

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Questa segnalazione è stata curata da Cristina Cassese.
Tarantina e tarantolata, è appassionata di libri, teatro e scienze umane.
Il suo è uno spiritonomade: oggi vive a Roma, domani chissà.
Da qualche anno insegna ma soprattutto impara.

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