coolture, Turin

L’unica Fetta di Polenta che non si mangia a Torino

Le parole sono importanti! Gridava Michele Apicella in Palombella Rossa e noi di Nuok lo sappiamo bene. Ma per quanto sia fondamentale dare i nomi giusti alle cose, i torinesi sono andati oltre con la loro abitudine a dare nomi anche alle case. Passeggiando per la capitale sabauda, vi capiterà infatti di imbattervi in edifici dai nomi bizzarri: il Palazzo col Piercing, la Casa dei Draghi, la Casa dell’Obelisco e tra queste la Fetta di Polenta.

Si aggiudica questo titolo il palazzo progettato da Alessandro Antonelli a partire dal 1840 in quella che è ora via Giulia di Barolo 9, a pochi passi da piazza Vittorio Veneto. Il nome ufficiale è Casa Scaccabarozzi, in onore della moglie dell’architetto. Tuttavia, il colore giallo e la forma trapezoidale con un lato sottilissimo, spesso appena 54 cm, gli valsero fin da subito la similitudine con una fetta di polenta.

Oltre a polenta, possiamo associare alla curiosa costruzione anche le parole sfida e segreto. La prima riassume il periodo in cui Antonelli e la moglie effettivamente abitarono nell’edificio per sfidare chi ne metteva in dubbio la stabilità. Il segreto sta invece nel numero dei piani: ai sette che potete contare dall’esterno, dovete infatti aggiungere i due piani interrati. Sono un mistero anche gli interni perché purtroppo il palazzo non è visitabile.

Infine, a pochi metri di distanza, in via Vanchiglia 8 fa da pendant alla Fetta di Polenta il Casino Birago di Vische, meglio noto come Fetta di Formaggio. I due edifici creano un mix gastronomico perfetto che ritroviamo anche nella tipica ricetta della polenta concia piemontese.

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Questa segnalzione è stata curata da Irene Francalanci.
Non può rinunciare al rossetto rosso e agli spaghetti.
Sta ancora cercando il suo posto nel mondo.
Intanto fotografa cibo e prova anche a scriverne.

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