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Le crescentine migliori di Bologna al Vagh in ufezzi

Appena fuori dai vicoli più chiassosi del centro, all’ustari Vagh in ufezzi non ci si arriva se nonfacendosi portare da un bolognese doc, e raramente ci si siede senza prenotazione. Al civico 9 di via de’ Coltelli si entra in un ambiente caldo e familiare, fatto di pochi coperti. “Me a vâgh íñ ufézzí”: pare che così dicessero i nonni bolognesi quando andavano in osteria e non volevano essere disturbati perché per loro era un luogo inviolabile, come si racconta sul sito.

Al Vagh non si chiede l’acqua dopo le 23 (si fa per dire!) e il menu è scritto sulle stesse tovagliette con cui si apparecchiala tavola, carta riciclata appiccicata alle pareti assieme agli omaggi dei frequentatori più assidui. La proposta cambia a seconda delle verdure di stagione o del pescato, cosa rara in una città lontana dal mare. Al Vagh, però, si va soprattutto per mangiare le crescentine, una pasta lievitata e modellata in quadrotti, fritta nello strutto, come tradizione emiliana vuole.

Per noi di Nuok, quelle del Vagh sono le migliori! Si afferrano con la punta delle dita pronti a scottarsi e si accompagnano con salumi e formaggi: l’immancabile mortadella, il prosciutto crudo, il salame, i cosiddetti “ciccioli” fatti con tutti gli scarti cotti del maiale, lo squacquerone o altri formaggi morbidi. Vi aiuteranno ad aprire lo stomaco per poi gustare un primo o un secondo, unendo consuetudine e innovazione, in un posto fatto apposta per dilungarsi in chiacchiere a pancia piena e uscire a tasche altrettanto contente.

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Questa segnalazione è stata curata da Eleonora Masi.
Pugliese doc, il suo cuore è un puntaspilli a forma di mappamondo.
Insegna inglese a un centinaio di piccole canaglie, i viaggiatori di domani.
Per ora vive a Bologna, ma teme non sia finita qui.

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