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I 2202 gradini per raggiungere la vetta di Sigiriya

Siete in Sri Lanka, ai piedi della roccia di Sigiriya, posta in cima a una collina circondata da fossati. 2202 gradini vi separano dalla vetta. Noi non li abbiamo contati ma ci siamo fidati della guida locale, un uomo molto anziano che saliva come uno stambecco; comunque quando arriverete in cima vi stupirete di averci messo poco.

Non si esclude che Sigiriya sia stata abitata sin dalla preistoria, ma in particolare nel quinto secolo Re Kashyapa fece costruire sulla cima un palazzo reale che fungeva anche da fortezza difensiva contro il fratello Mugallan, che voleva riconquistare il trono dello Sri Lanka che gli spettava di diritto. Pare che il fratello sia riuscito a espugnare la rocca e abbia fatto di Sigiriya un monastero.

La salita inizia con gli originali gradini in pietra, mentre una volta arrivati a quel che resta della Porta dei Leoni, sontuosa entrata del palazzo, proseguirete per una moderna scala d’acciaio che si inerpica sul fianco della roccia. In corridoi scavati nelle pareti vedrete alcuni affreschi ben conservati, che raffigurano per lo più donne danzanti, probabilmente concubine del re. L’impresa è ardua per chi soffre di vertigini, però una volta arrivati allo spiazzo sulla sommità, in mezzo ai resti di quella che doveva essere la sala del trono, potrete abbracciare con lo sguardo la selva verde che circonda Sigirya e che sembra non avere confini. Appollaiate su sottili cornicioni o intente a rubare dagli zaini dei turisti, varie tribù di scimmie sembrano ricordarvi che sono padrone del luogo.

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Questa segnalazione è stata curata da Elena Gebbia.
Legge, si incuriosisce, viaggia, fotografa e racconta.
Non sempre in quest’ordine.

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