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Tra i cipressi del Giardino Giusti, oasi incantata in quel di Verona

Verona, riva sinistra dell’Adige. Nella zona chiamata Veronetta, un portone insospettabile conduce a palazzo Giusti. Sorto alla fine del Trecento come lanificio della famiglia Giusti, diventa nel XV secolo palazzo di rappresentanza e viene arricchito con un giardino che è stato ed è la sua maggiore attrattiva.

Al tempo dei Grand Tour infatti, il giardino era meta obbligata per i viaggiatori, e accoglieva ospiti illustri quali Zar, Imperatori e artisti vari. Tra questi lo scrittore Wolfang Goethe, che nel 1786 si innamorò di un cipresso vecchio oltre seicento anni che ora porta il suo nome. Appena varcati i cancelli lo si trova lì, primo di una lunga schiera, che come un padre indirizza gli altri cipressi sul lungo viale che taglia a metà l’area verde e finisce con una scalinata.

La parte bassa del giardino è geometrica e rimanda alla mitologia con statue di divinità greche: Diana, Venere, Atalanta, Apollo, Adone. A destra del viale un labirinto, a sinistra il parterre all’italiana, secondo la moda del tempo. Seguite la via dei cipressi e salite la scalinata: accederete alla parte alta, un bosco intricato dove l’ordine si perde. Vi ritroverete così a camminare in piccoli sentieri, in un gioco di luci e ombre governato dalla danza delle foglie mosse dal vento. Perdendosi, troverete mille sorprese: grotte, naturali e non, e diversi padiglioni panoramici. Alla fine ciascun percorso vi condurrà a uno spiazzo erboso sulla sommità, da dove potrete godere di una vista mozzafiato sulla curva dell’Adige e su tutta la città.

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Questa segnalazione è stata curata da Elena Gebbia.
Legge, si incuriosisce, viaggia, fotografa e racconta.
Non sempre in quest’ordine.

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