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La storia del 76° albero di Viale Venezia a Lignano Sabbiadoro

È mancato all’affetto dei lignanesi il 76° albero, in Viale Venezia 4. Figlio dell’ex sindaco di Lignano Sabbiadoro, che rifece la strada centrale di Lignano. Ma chi viene nella sua città vuole il mare e quella strada sarebbe stata una strada qualunque a meno che il sindaco si fosse detto che qui il rapporto uomo-natura è pari a meno centoventisette. E così una mattina di maggio i lignanesi ci trovarono piantati 128 alberi, così magri che il vento li avrebbe portati via in cinque secondi ma poco importa in fondo, tanto non avrebbero fatto male a nessuno, nemmeno cadendo. E poi erano verdi, verdissimi.

Finché un giorno, il 76° dei 128 alberi non si sentì più di buona compagnia. Si spense. Tutti gli alberi verdi, e lui marrone. Il libraio dell’Elefante Bianco – la libreria proprio lì davanti – sostiene che la colpa sia di Alvaro Solel. L’albero, infatti, ha cominciato a spegnersi quando ha aperto una gelateria alla sinistra, che fa partire “mira Sofía” quando un cliente si avvicina al bancone dei gelati. Ha rotto le scatole al libraio, al cinesino della tabaccheria, alla signorina che serve i gelati e, si presume, anche all’albero. Ma lui lo stipendio da riscuotere non ce l’ha, e così tanti saluti.

Come spiega il librario, di lui ci rimane solo una presenza spirituale, e ora dei ciuffi d’erba spontanea condividono con dei sassolini bianco-sporco lo spazio che rimarrà orfano. Anche l’Elefante Bianco manda un saluto: un’altra estate e chiuderà i battenti. Sia lui che l’albero, forse, chissà, ad abbronzarsi al mare.

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Questa segnalazione è stata curata da Sofia Casini.
Diciannovenne strana, ma in senso positivo. O così le hanno detto.
Se le dicono “guarda, il mare”, lei chiede “dove?”. Perché lo trovi, le dovrebbero dire: “c’era una volta il mare…”.

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