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In treno tra Abruzzo e Molise: la Transiberiana d’Italia

Un viaggio nel tempo a bordo di un treno storico, tra paesaggi montani suggestivi e inaspettati: tutto questo è la Transiberiana d’Italia, la linea ferroviaria secondaria che collega Abruzzo e Molise. A scegliere questo nome insolito il giornalista Luciano Zeppegno, nel 1980: non poteva di certo sapere che di lì a poco quelle rotaie avrebbero dapprima conosciuto una triste chiusura, nel 2011, e successivamente ritrovato la luce. Grazie alla Fondazione FS e all’associazione “Le rotaie” di Isernia questo treno dal sapore nostalgico è oggi protagonista di un calendario ricco di eventi capaci di catturare l’attenzione e la curiosità di grandi e bambini.

Proprio così, perché mentre da una parte si continua a parlare di Alta Velocità dall’altra qualcuno si è accorto che il treno della felicità e dello stupore promuove la lentezza. Un vero e proprio privilegio salire a bordo, semaforo rosso per i tempi moderni, questa volta il verde è un lasciapassare a chi ha tempo per guardare e osservare. Cosa? Le carrozze – costruite tra il 1931 e il 1939, con 10 porte per fiancata, sedili in legno e colori caldi – e il paesaggio.

Nel cuore del Parco Nazionale della Majella si sosta su alcune delle principali stazioni come Campo di Giove e Rivisondoli-Pescocostanzo, che con i suoi oltre 1260 metri sopra il livello del mare è anche la seconda stazione più alta d’Italia dopo il Brennero, per poi arrivare a Isernia. A noi di Nuok piace viaggiare nel tempo e questa è l’occasione per riscoprire il valore di un’Italia che sembra non esserci più.

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Questa segnalazione è curata da Genny Di Filippo.
Storyteller e copywriter pensa che viaggiare sia anche spostarsi per raggiungere un posticino a 5 minuti da casa.
Il suo motto è “tutto ha una storia da raccontare, basta solo saper ascoltare”. In una parola si definisce curiosa.

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