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Il corno di unicorno nel Museo della Farmacia di Cracovia

In una palazzina del ‘400 nel cuore della città di Cracovia, c’è il Museo della Farmacia dell’Università Jaghellonica dove – dalle cantine al solaio e per ben cinque piani – si snoda un percorso storico che abbraccia tutta la storia della farmacopea tra il medioevo e l’epoca contemporanea. Recipienti, ampolle, maioliche, mortai, strumenti di laboratorio e utensili, sostanze sconosciute, ricordi di grandi farmaceuti, una collezione filatelica e oggetti bizzarri legati alla medicina. Il biglietto è piuttosto economico: 8 złoty, circa due euro.

Via via troverete testimonianze riguardo medicinali (anche omeopatici) e antidoti; quest’ultimi andavano molto in voga nell’antichità e fino alla fine dell’800, come la teriaca, composto con oppio e carne di vipera sapientemente essicata e polverizzata. In una delle vetrinette troverete anche le pillole perpetue: sassolini di antimonio metallico usati come purgante per molte generazioni. In caso di stitichezza e costipazione, bastava inghiottirne uno con il cibo, dopodiché si “recuperava” nelle feci, si ripuliva e si poteva riutilizzare per infinite volte. Metodo discutibile, ma evidentemente all’epoca molto efficace.

Ma soprattutto, esposto c’è anche un pezzo di corno di unicorno. Sì, avete capito bene, proprio la creatura leggendaria dal corpo di cavallo bianco, zoccoli, con la coda da leone e con un unico corno in mezzo alla fronte. Nella tradizione medievale, il corno a spirale veniva chiamato alicorno, e gli era stata attribuita la capacità di neutralizzare i veleni. In realtà, si trattava di rari denti di narvalo, corna di orice o più semplicemente di falsi, costruiti unendo e intagliando ossa di animali diversi.

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Questa segnalzione è stata curata da Alice Avallone.
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Nel tempo libero, si occupa con orgoglio di etnografia digitale.