coolture, Turin

I draghi di pietra in Corso Francia a Torino

Nella prefazione del suo Manuale di zoologia fantastica Borges dice che «i mostri nascono per combinazione d’elementi d’esseri reali, e che le possibilità dell’arte combinatoria sono quasi infinite». La verità è che no, i mostri non si trovano solo nel mondo fantastico: questi animali si nascondono nei posti più insospettabili della capitale sabauda. Sotto i balconi, sui tombini, tra le ringhiere in ferro battuto di Torino.

Se ne possono avvistare soprattutto passeggiando dentro il quartiere Cit Turin, tra i palazzi dalle torrette merlate e le villette che fanno l’occhiolino alla belle époque. Ad esempio, basta seguire il trafficato asse di Corso Francia fino al civico 23. Ed eccoli, i primi due mostri, che spesso passano inosservati. Già, perché per entrare nell’edificio occorre afferrare una delle due grandi lucertole dorate, dal corpo tozzo ma sinuoso, che si mimetizzano e si trasformano in maniglie. Le squame dei rettili richiamano i disegni liberty del portone, dei vetri temperati e del pavimento interno, immergendo in un mondo fiabesco gli abitanti dei cinque piani.

A sorvegliare l’ingresso neogotico ci sono due draghi, uno a destra e uno a sinistra, come sospesi nel tempo. Muso di cane, orecchie di uomo, ali di pipistrello, gambe di leone, zampe di aquila e coda di coccodrillo: sono mostri grandi, muscolosi e vigili. Al piano nobile, altre coppie alate sostengono le balaustre dei balconi. Non a caso, da sempre il palazzo viene indicato ancora oggi come la Casa dei Draghi. E di casa, i draghi, lo sono davvero da tempi immemori.

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Questa segnalzione è stata curata da Alice Avallone.
Viaggia, scrive e insegna. A volte anche contemporaneamente.
Nel tempo libero, si occupa con orgoglio di etnografia digitale.

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