coffee time, venessia

Carnevale a Venezia: la fritoa della Pasticceria Tonolo

Il mese di febbraio a Venezia porta quella che è una delle sue tradizioni più importanti, il Carnevale, le cui prime testimonianze risalgono alle carte del Doge Vitale Falier del 1094. Calli, campi e campielli colmi di maschere e costumi che un tempo permettevano il livellamento delle differenze sociali, la libertà da pregiudizi e maldicenze. Ma il Carnevale veneziano si traduce anche in una antica tradizione culinaria: la frittola. “Ea frittoa, el bocon da siori e da poareti”, da sempre considerato dolce nazionale della Serenissima fin dal XIII secolo,  è una variante della Zelbia arabo-persiana, una frittella con uvetta, pinoli e rum.

Nel 1600 solo i fritoleri, unici custodi della ricetta più antica della cucina veneziana e uniti in una corporazione di mestiere, le producevano e vendevano ai passanti. Oggi che siano le tradizionali, o alle mele, o con ripieno alla crema e al cioccolato, le frittole e il loro profumo invadono le vie della città lagunare per tutto il mese che precede la festa di Carnevale, arricchendo le vetrine di osterie e pasticcerie e diventando l’occasione per accompagnare un caffè.

Per assaggiare le migliori c’è solo un indirizzo da raggiungere, Calle San Pantalon 3764, nel Sestriere di Dorsoduro, alla pasticceria Tonolo, un’autentica promessa di qualità mai vendutasi agli standard turistici. Che ci sia da aspettare qualche minuto o un po’ di più, l’attesa e un euro e trenta valgono il gusto di una frittola appena spolverata di zucchero a velo, un ricordo che fa dimenticare la folla e la nebbia di febbraio.

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Questa segnalzione è stata curata da Ilaria Piampiani.
Segno Leone, amante dell’autunno, si divide tra gatti,
aerei e buon cibo, il tutto condito con l’amore per la scrittura.

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