Tra reale e virtuale: fare amicizia a New York City

24 August 2010

New York è un mondo a parte, lontano da qualsiasi altro luogo.

Tutto è più grande, tutto è più veloce e tutto è più difficile, anche fare una lavatrice. E’ un mondo di passaggio: c’è chi arriva per la prima volta, c’è chi parte dopo tre mesi, c’è chi torna, c’è chi decide di stare per qualche anno. Nessuno rimane per sempre a New York. Ma come sono le relazioni nella Grande Mela? Come sono le amicizie per chi arriva dall’estero? Le prime relazioni, con tutta probabilità, saranno quelle con il vostro coinquilino.

Prima ed unica regola: non dovrete per forza diventare migliori amici del vostro roommate, ma semplicemente sforzarvi di andare d’accordo e conservare una certa discrezione (pretendendo che sia reciproca). Se il vostro compagno è americano, provate a fare conversazione, il vostro accento vi ringrazierà. Dopodichè, se si rivela insopportabile con qualsiasi idioma, prendete ed uscite fuori all’aria aperta.

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E’ possibile che siate partiti dall’Italia per andare a New York a studiare o lavorare (legalmente, s’intende!). Di persone in questi ambienti se ne incontrano continuamente, anche non volendo. Avrete continuamente contatti. Considerando che la maggior parte delle persone a New York non sono di New York, mettetevi in testa che non siete nè il primo nè l’utlimo arrivato da un altro paese, che si preoccupa di stringere al più presto nuove amicizie!

Siete riusciti a farvi un paio di conoscenti piacevoli ma non siete ancora soddisfatti? Ecco le feste dell’amico dell’amico. Ci sono molte persone a cui piace giocare da connettore. Se incontrate qualcuno così, usatelo! Arrivate alla festa e mescolatevi. Mal che vada, avete conosciuto una nuova zona della City, un nuovo locale o uno spettacolare rooftop.

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Un altro modo per conoscere nuove persone a New York è frequentare un corso, di qualsiasi cosa. Yoga, cucina, calligrafia, teatro, ricamo, surf: approfondirete una vostra passione in inglese e conoscerete persone con i vostri stessi interessi. A fine lezione, chiedete il loro contatto, magari anche la loro mail e l’amicizia su Facebook. Coltivate le vostre simpatie e conservate una corrispondenza con loro. Da cosa nasce cosa!

Esistono gruppi anche online, come per esempio il portale Meetup.com – che nulla ha a che fare con il dating. Con questo genere di siti più rilassati vi si aprirà davanti una rete infinite di persone nuove. Scegliere il gruppo che fa per voi, ce ne sono anche di soli italiani. Alcuni organizzano passeggiate, gite fuori porta, cene, brunch.

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Avere un computer portatile in un luogo pubblico a New York è un altro ottimo modo per attaccare bottone. Da Starbucks a Bryant Park, c’è sempre qualche curioso o chiacchierone che si ferma vicino a voi. C’è una presa per la corrente vicino alla tua? La wifi è gratuita o serve una pass? Fino a che ora è aperto qui? Ho visto che fai grafica, cool.

Non sentitevi in colpa o isolati se passate tante ore online, anche se siete nella città più sognata del mondo: la rete è un mezzo intrinsecamente sociale. Quello che inizia online può sfociare offline, e viceversa. E poi, chi sono le persone con cui scambiate più mail? I vostri amici ed il vostro amore. Questo dimostra che online ed offiline non sono mondi separati.

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La città di New York ed Internet sono molto simili. Entrambi facilitano l’interazione tra le persone come nessun altro, ed entrambi perderebbero il loro senso, se non ci fossero migliaia (milioni) di persone sole che cercano altre persone. Ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette: sono mondi che non dormono mai. New York e la rete ci insegnano, in modo invisibile ad occhio nudo, una grande lezione: le persone, senza connessioni, sono essenzialmente nulla. Anche se qualche volta vorremmo strangolare il passeggero molesto in metropolitana o il vicino di casa con la musica hip hop troppo alta… ; )

L’alienazione urbana è in gran parte un mito.

New York è infinitamente grande ed otto milioni e passa di abitanti sono tanti, ma alla fine esigenze, sentimenti e rapporti sono gli stessi ovunque. Nel Queens come a Catania, a Brooklyn come a Trieste. Con un grande punto a vostro favore qui: i newyorkesi sono generalmente aperti, rilassati e disponibili. Attaccano bottone continuamente, per qualsiasi sciocchezza, in metropolitana, in biblioteca, nei deli, in lavanderia, in coda (e quante code farete a New Yok!).

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Da Travis Bickle in Taxi Driver a Miranda in Sex and the City, New York si è auto eletta capitale delle persone sole. Mark Twain la descriveva:

(…) it is a splendid desert–a domed and steepled solitude, where the stranger is lonely in the midst of a million of his race. A man walks his tedious miles through the same interminable street every day, elbowing his way through a buzzing multitude of men, yet never seeing a familiar face, and never seeing a strange one the second time.

Se avete vissuto per un certo periodo a New York e più in generale in una grande città estera lontani da casa, avrete provato anche voi almeno una volta, questa sensazione di solitudine e smarrimento. Ci sono seimila km tra noi e quella che chiamiamo casa, facciamo spesso conversazioni superficiali con le persone, ci stanchiamo più facilmente ed il tempo sembra scivolare dalle nostre mani, senza alcun controllo.

Gli studiosi americani chiamano le conoscenze che facciamo weak ties, ovvero legami deboli. Pare che siamo più preoccupati di fare networking superficiale, piuttosto che approfondire i contatti che abbiamo. Detto questo, non sottovalutate mai la rete di conoscenti che vi state costruendo a New York, non è perdita di tempo. E ‘attraverso questa rete che potrete trovare – perchè no – mariti, mogli, conviventi, e posti di lavoro migliori. D’altronde, l’America rimane sempre la terra delle opportunità e del tutto-è-possibile.

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Quando capitate nei pressi della 42nd street, passate dalla stazione ferroviaria di Grand Central a Manhattan. Oltre ad essere incredibilmente bella, è un buon punto di osservazione di quanto ci siamo raccontati: centinaia e centinaia di persone di ogni tipo che partono e arrivano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, si spostano per incontrarsi con altre persone. Non è forse come una grande rappresentazione reale del mondo virtuale?

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Alice Avallone è nata il 15 dicembre 1984 ed è una criminale. Ha spiato le persone sui treni. Ha gestito un supermercato di persone in vendita. Ha favorito relazioni clandestine. Ha fatto navigare molti bambini. Ha accettato di essere la manager di Dio. Attualmente, dicono che si sia rifugiata negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha un sacco di parole difficili. E’ una digital media, web 2.0 e social media strategist. Ma anche una buzz & word-of-mouth marketing expert. Più semplicemente: Alice è una creative thinker.

2 commenti for “Tra reale e virtuale: fare amicizia a New York City”

  1. caramella

    Virtuale o reale che sia,l’amicizia vera è difficile da creare anche in patria! Sicuramente gli incontri mordi e fuggi, sono facilitati a New York, proprio perchè le distanze da casa permettono di sperimentare la chiacchiera anche con chi,se fosse stato nella nostra città natale, non avremmo considerato….E magari così si formano e consolidano amicizie forti!

  2. perchè oggi non ho vent’anni?
    Sigh!!!!

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Alice Avallone

Alice Avallone è nata il 15 dicembre 1984 ed è una criminale. Ha spiato le persone sui treni. Ha gestito un supermercato di persone in vendita. Ha favorito relazioni clandestine. Ha fatto navigare molti bambini. Ha accettato di essere la manager di Dio. Attualmente, dicono che si sia rifugiata negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha un sacco di parole difficili. E’ una digital media, web 2.0 e social media strategist. Ma anche una buzz & word-of-mouth marketing expert. Più semplicemente: Alice è una creative thinker.

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