13. ART SPACE: un diversivo culturale
Sebbene NY sia il paradiso della cultura museale e di prestigiose istituzioni, tra le più ricche e più eterogenee del mondo, non è detto che l’arte debba per forza passare per queste vie… La vita culturale di NY infatti si frammenta in tanti rivoli, e trova spazio negli anfratti più inaspettati.
Uno dei luoghi che ho trovato più interessanti nella mia permanenza è stato sicuramente il Brecht Forum (451 West Street, tra Bank & Bethune Streets). Mi ci ero imbattuta – non ricordo più nemmeno in quale frangente – e ci andai per l’opening di una mostra fotografica dedicata alla Palestina. Scoprii che il luogo era un centro di aggregazione e promozione di cultura alternativa con una interessante attenzione a ciò che non è mainstream e che organizzava anche conferenze, dibattiti, corsi di lingua e molto altro, in uno spazio simile ad un loft, al piano terra di un ex edificio portuale, con una prossimità quasi magica all’Hudson.

Gli opening delle piccole mostre, nelle gallerie e nei centri culturali, sono un ottimo diversivo per pianificare le vostre serate a Manhattan; di solito hanno luogo in un orario ideale post ufficio – dalle 6 alle 9 pm – così che se volete stare in giro dopo lavoro, ma non avete voglia di fare tardi, potrete soddisfare entrambe le esigenze.
Attenzione! Imparate subito che gli inviti alle mostre che specificano un appuntamento ‘night‘ (p.e. ‘tuesday night‘) si svolgono sempre in questo orario. Non presentatevi quindi dalle 9 in poi, o troverete soltanto persone che sbaraccano la serata!
Le inaugurazioni prevedono generalmente gradevolissimi (e gratuiti) aperitivi a base di vini, succhi, verdure, tartine, etc. – talvolta con declinazioni vegetariane o analcoliche, ma comunque sempre molto ben organizzati e non eccessivamente affollati, se avete cura nella scelta.
La caccia all’inaugurazione peraltro non è attività difficile; zone come Soho o Chelsea sono sicuramente ricche di luoghi (venues) e occasioni per eventi più o meno mondani. Chelsea in particolare vi può offrire una preziosa visione di varietà e ricchezza nel panorama artistico newyorchese. Ci si trova praticamente di tutto, e le cose più belle forse sono proprio all’estremità più occidentale del quartiere.
Girovagando sui Pier lato fiume una volta mi sono imbattuta in una galleria-officina semplicemente stupefacente! Era il laboratorio di un giovane artista che lavorava il legno… All’interno c’erano puff di legno modellato che sembravano leggerissimi, tronchi intarsiati e persino una torretta – come quelle dei parco giochi per bambini tutta, ovviamente, in legno, montata senza chiodi, solo per incastri, in un ambiente che ti stordiva un po’ col profumo di una vecchia segheria. Purtroppo di quel posto ho perso il biglietto da visita – pirografato su un sottilissimo foglio, anch’esso di legno- ma era un luogo così speciale, quasi incantato, che consiglio a chiunque si trovi in zona, di fare una bella passeggiata su tutto il lato fronte fiume di Chelsea. Non fatevi spaventare dall’aspetto un po’ cadente delle vecchie costruzioni e con un po’ di fortuna potrete imbattervi in questo gioiello e nel suo affabilissimo inventore.

Se invece siete curiosi di dare uno sguardo alle gallerie più istituzionali, alla ricerca di opere storiche, o di moquette scure e quadri quotati, vale la pena fare un giro nell’ UES (Upper East Side).
Non fatevi mai scoraggiare dall’apparenza arcigna e dalla poca frequentazione di alcuni di questi posti. Si tratta di gallerie, e come tali, stesso destino le accomuna a quelle di Milano, di Amsterdam o di Parigi. Le gallerie sono quasi sempre vuote, ma per questo offrono un’eccellente occasione per godere dell’arte senza orde urlanti che stazionano nei musei più celebri. Certo, forse non vedrete la Notte Stellata, ma ne varrà comunque la pena!
Elisa was born in Sardinia (Sardinia, that is NOT Sicily!) in 1983 and since then many things have occurred. She grew up in The beautiful island but left it to study ‘on the Continet’ (Brits are not the only owners of such expression), and then to travel to several destination, among which NYC. She loves to cook and has been associated to ‘one of those typical Italian Mammas’ in too many occasions by too many foreign friends. She’s also fond of foreign languages and sometimes pretends to forget being Italian though she currently lives and works in Milan...












