Oggi a New York: Giulia Piccari
:: Ciao Giulia, benvenuta a Nuok! Ci racconti brevemente di te e di cosa ti ha portata nella Grande Mela?
Ciao a tutti! A dir la verità, è stata New York City a venire da me! La prima volta che misi piede qui era il 2005 ed ero da sola. Dopo i primi 10 giorni in difficoltà, mi misi a camminare per capire cosa fare e come reagire a quella situazione che sembrava più grande di me. Così mi fermai davanti ad una vetrina di gadgets a Times Square. Non guardavo davvero la vetrina, fissavo il vuoto… Così, dopo pochi istanti, un ragazzo di colore mi passo di fianco e mi toccò la spalla. Mi girai quasi scocciata e mentre camminava lui mi urlò “You should buy that t-shirt! (Dovresti comprare quella maglietta lì!)” e ne indicò una in vetrina. Mi rigirai e notai che la maglietta che aveva indicato era quella blu e con il logo di Superman. Mi rigirai di scatto e gli sorrisi. Era già scomparso…
Da quel giorno, capii che NYC aveva scelto anche me, in mezzo a milioni di immigranti che arrivano lì ogni giorno con i loro sogni chiusi stretti nelle tasche, NYC aveva scelto anche me.
Un mese dopo tornai in Italia, e dopo un anno in Florida, nel 2007 mi trasferii definitivamente nella Grande Mela. Ora sono passati tre anni e mezzo, ma se guardo indietro e ripenso a quella storia, so che qualcuno ha mandato una persona sulla mia strada, a toccarmi la spalla e a indicarmi una maglietta di una vetrina qualsiasi e ha scelto per me una cittù dai sogni grandi.
:: Che cosa offre una città come New York ad un artista? In che modo questa città ha influenzato la tua creatività?
New York City sa entrarti nelle vene come poche città sanno fare. Queta è la verità. Non ti dice che sarà facile, non ti da i contatti che cerchi appena arrivi, non ti fa trovare il piatto pronto davanti, ma fa una cosa migliore, ti guarda e ti rimane sempre accanto. E quando hai le giornate no ed è un niente mollare tutto e tornare indietro, allora succede qualcosa e New York City ti ricorda i tuoi sogni e il vero motivo per cui hai lasciato la tua famiglia e sei venuto fino a qua. New York City offre la libertà di espressione, offre lo scambio di idee, offre un confronto vocale che ti stimola e ti fa crescere. Offre la sorpresa di vedere che anche grandissimi fotografi come Steve McCarry o Ralph Gibson possono rispondere alle tue email e offre il sorriso di Dustin Hoffman per strada, in una giornata di nubi dove quel preciso sorriso ti cambia la tua passeggiata. New York City ha un potere suo, che se impari a capire e a gestire, allora sa portarti lontano e a darti soddisfazioni che nessun altro posto potrebbe darti. Più di tutto, questa città fa una cosa che non trovavo da anni, che non ho trovato quando ho vissuto a Londra e non ho trovato in Italia. SA ASCOLTARE i sogni della gente come me…
:: Oh My Way è un progetto eccezionale. Ce ne parli?
Grazie. ON_MY_WAY nasce quattro anni fa su di un aereo in partenza. Nasce grazie ad una frase trovata per caso su una rivista e nasce dal desiderio di ritagliare quella frase per portarla con me. ON_MY_WAY è dedicato interamente a mio nonno ed è l’insieme di storie trovate sul mio cammino e fermate in un’immagine. Quello che volevo è che questo reportage riportasse in vita la mia fotografia iniziale, volevo ancora una volta avere qualcosa da raccontare alla gente e volevo aspettare il momento migliore per farlo.

Dovevo, prima però, trovare la giusta combinazione delle fotografie, la loro giusta collocazione e quando meno l’ho cercata quanto prima è arrivata lei da me, a ricordarmi che avevo queste foto e un qualcosa da dire…

ON_MY_WAY rappresenta per me lo scrivere attraverso le immagini. Doveva essere un racconto che avesse un suo inizio e una sua fine, ma piu’ di tutto doveva avere un suo tono di voce. Quando l’ha trovato, quel tono era lieve e sottile, saggio e antico…

Credo che nel tempo ON_MY_WAY (“Sulla mia Strada” appunto) sia cresciuto con me e abbia attraversato la mia vita e raccontato posti che ho conosciuto in questi anni e che mi hanno dato modo di sentirmi viva.

Non so dire se era destino che io raccogliessi queste fotografie e le mettessi insieme così come poi è stato, ma so che ON_MY_WAY riporta a galla il bisogno di raccontarmi, e di esserne una galleria di immagini a se’, senza troppe parole, senza troppe spiegazioni, che avesse lei sola qualcosa da dire e che la gente che l’avrebbe vista avesse delle cose sulle quali pensare.

Una frase trovata su di una rivista in un viaggio senza dimora, ma che ha lasciato un suo segno nel tempo. Una frase fatta di dodici parole e che regala ad un passante come me una storia infinita.

Una rivista lasciata lì su di un sedile e che non porta più con se’ una pagina a me cara e che vuole solo poter parlare una sua lingua e dire la sua opinione. Una rivista quella lì, sulla quale una volta c’era scritto: “You can’t have a favourite place until You have seen them all”…
:: Per finanziare questo progetto, ti appoggi alla piattaforma Kick Starter, recensita positivamente da colossi come Wired ed il New York Times. Di che cosa si tratta? Come funziona esattamente?
Sì. Kickstarter è un sito internet creato apposta per artisti che risiedono a America e hanno dei sogni più grandi di loro stessi ma che non per questo si fermano… Ha un suo metodo, una sua logica e una sua identità. Nasce con l’idea di presentare un progetto. Se viene approvato secondo delle regole di base imposte in partenza e piace agli ideatori, allora ti danno il via per caricare il tuo video di presentazione del progetto, la cifra che speri di raggiungere e il tempo che necessiti per farlo. Da quel momento è un networking continuo… Ogni persona, da ogni parte del mondo che vede il tuo video, può fare un’offerta (dai 5 dollari ai 750 nel mio caso) e vincere un premio che varia e diventa più grande a seconda della cifra offerta. Si inizia con i parenti, poi gli amici poi gli amici di amici e così ti ritrovi in un giro di networking e di persone che hanno visto il tuo video e ne sono rimaste felicemente impressionate. E da lì è un niente pensare “Perchè non versare 10 dollari per questo progetto?” “Perchè non aiutare i sogni di questa ragazza?” E così si inizia, sperando di raggiungere la cifra concordata. In caso negativo, ho ancora 27 giorni, a nessuno sarà prelevato niente dalla banca. Sto ricevendo tante email da chi mi sta sostenendo e mi capita spesso di commuovermi a leggere le loro parole. Forse perchè non ci si aspetta mai niente per non rimanere delusi dalle cose e forse perchè capisci che sono in tanti a sentire quello che senti tu, quando proponi un progetto fotografico, quando hai un sogno da realizzare.. Forse è anche un modo per far sentire la gente partecipe a questo progetto, e sentire che un pezzo di successo è anche loro. Ed è così. Ed per questo devo ringraziare tantissimo il mio ragazzo Matteo, che sta credendo in ON_MY_WAY e mi sta dando la carica per credere che ce la farò. Questo è il link dove conoscere meglio il mio progetto: http://kck.st/d8I1fC
:: Qual è il tuo posto preferito a New York?
Fa strano come, il posto preferito di una grande città sia sempre un posto tranquillo, dove puoi sentire il rumore della natura fuori dalle ambulanze, dalle metropolitane, dai claxos dei taxi, dalle sirene della polizia… Se c’è un posto che riesce a fermare tutto questo per me è Brighton Beach. Non perchè sia la spiaggia più bella al mondo, ma è la piì vicina e fa una cosa che altri posti come Central Park non possono fare. Mi ricorda casa e la mia Rimini. Mi riporta alle radici e mi da’ l’opportunità di mettere i piedi nell’acqua e chiudere gli occhi… E’ poi un niente per una sognatrice come me, pensare di essere a riva a Rimini, di immaginare i miei genitori sotto l’ombrellone, di sentire mia sorella chiacchierare, i miei cuginetti che arrivano correndo, mio fratello che dorme sul lettino perchè tornato tardi a casa la sera prima, di vedere mia sorella gemella incinta e con il pancione… Se chiudo gli occhi, rivedo questo e molto di più e lascio che sia la mia memoria a parlare per me e a darmi stimoli per andare avanti.
:: I tuoi progetti futuri?
Al momento a Roma c’è una mia fotografia esposta all’Istituto Superiore di Fotografia, per festeggiare il 25esimo anno della nascita della scuola – dove mi diplomai in Fotografia. 25 sono gli anni e gli ex studenti scelti che rappresentassero questo progetto. Ho avuto l’onore di essere stata scelta tra gli ex studenti contattati che si sono realizzati come fotografi negli anni dopo la scuola. La mostra, UNA STORIA LUNGA 25 ANNI, sarà aperta fino al 30 luglio 2010 in via degli Ausoni 1, Roma.
Tra i miei progetti futuri ci sono un paio di film in pre-produzione – dove lavorerò come fotografa di scena, che è il mio American Dream e la ragione per cui sono arrivata fino a qui. Fotografo per concerti (sono stata fotografa per concerti di Carmen Consoli e Elisa a NYC), sfilate di moda (Custo Barcellona, Sergio Davila..), spettacoli teatrali, ma i set cinematografici sono la mia passione più grande. E così oltre a Johnny Postal – che è un film diretto e prodotto da Frank M. Calo, con cui ho già lavorato diverse volte e che mi ha permesso di lavorare con star del calibro di Cindy Lauper – c’è il progetto di una regista italiana, Marta Mondelli, con cui lavorai l’anno scorso e che è in pre-produzione. Sono convolta in un reality/documentary sugli italiani in America dove si parla di me, della mia vita e si registrano momenti di vita vera, dalla sveglia alla mattina alle telefonate per i meeting sui lavori fotografici, ai set sui quali lavoro.
E tra le varie cose, la mostra a dicembre di ON_MY_WAY che se andrà tutto bene, sarò felice di invitarvi! Nel frattempo tra i progetti futurissimi, c’è una vacanza di un mese in Italia, agosto, che mi riporta in patria e mi fa essere coccolata tra le braccia della famiglia e degli amici. E soprattutto mi ricorda da dove sono partita e fino a dove sono arrivata.
Nuok è New York raccontata dai creativi italiani che la abitano. Non la solita Grande Mela quindi. Un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura aggiornato quotidianamente e indispensabile per viaggiatori, residenti, sognatori e chiunque voglia conoscere il lato inedito di NY.













…go, go, go!!! Congrats, Giuly!
Keep up with the good work!
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