Oggi a New York: Emiliano Reali

Emiliano Reali è uno scrittore di Roma. Ha esordito con Ordinary (Serarcangeli, 2004) e ha poi continuato la sua carriera nel mondo dell’editoria occupandosi anche di letteratura per ragazzi. Il successo e la popolarità arrivano con “Se Bambi fosse trans?” (Azimut, 2009).
:: Com’è stata la prima volta a New York?
Sbucare dalla metropolitana sulla Quinta strada e alzare gli occhi per vedere in alto la fine dei grattacieli. Al cinema, in televisione, hai visto tutto di New York, dovresti essere preparato, nulla dovrebbe sorprenderti. Eppure si rimane senza fiato, è veramente la scoperta di un altro mondo. E poi Central Park, in cerca di John Lennon. Il Village e Soho dove cerchi tracce di un mondo di bohème che per la mia età posso conoscere solo attraverso i libri o il cinema. E, sembrerà banale, hai veramente la sensazione di trovarti su un set cinematografico, con quello che ha di artificioso ma anche di emozionante. Senti una gran voglia di visitare tutto in pochi giorni, Ground Zero che ha segnato la vita di tutti noi (in modo personale per ognuno), le strade raccontate da Woody Allen, il Queens con la sua anima popolare, il Bronx e la nuova Harlem, Brooklyn che mi fa ricordare il mio essere italiano.
:: Qual è stata la cosa che ti ha più affascinato di questa città e perchè?
Una città che è veramente al centro del mondo, con quello di positivo e negativo che comporta. Nulla di quello che vedi o succede è insignificante. E poi, il suo aspetto multiculturale, gente di ogni parte del mondo che vive fianco a fianco nello stesso posto, con i costumi, le abitudini, la cultura, la lingua dei paesi di origine, ma comunque tutti appartenenti a un solo paese.
:: Un locale o un negozietto che ti è rimasto nel cuore?
Tanti piccoli locali fra vecchie fabbriche e capannoni, gallerie d’arte e teatri off di Dumbo, il quartiere degli artisti.
:: Hai mai pensato di ambientare un lbro nella Grande Mela?
Sarebbe molto bello, ma per poterlo fare dovrei conoscere veramente bene la città e la sua gente, le atmosfere e i posti, cosa che con una vacanza di appena una settimana non è possibile. Forse mi hai suggerito la scusa per tornare lì!
:: Parliamo un po’ di te: dopo il successo editoriale di “Se Bambi fosse trans?” cosa ci aspetta?
“Se Bambi fosse trans?” ha rappresentato davvero un punto di svolta per la mia attività letteraria. L’ultimo piccolo miracolo realizzato da Bambi è avvenuto una settimana fa. Ad una mia presentazione ha assistito un regista che sembra intenzionato a trasformare il romanzo in uno spettacolo teatrale. Verso ottobre uscirà invece “Il seme della speranza”, il mio primo libro fantasy, edito dalla Diamond Editrice. Sempre nel mese di ottobre pubblicherò un racconto all’interno dell’antologia “Diva Mon Amour”, con la casa editrice Azimut, progetto letterario volto a finanziare la lotta all’AIDS. Nel mese di febbraio 2011 uscirà inoltre una mia raccolta di racconti, pubblicata sempre da Azimut, in cui vedranno la luce lavori che da un decennio tengo in un folder del mio pc. Grazie a “Se Bambi fosse trans?” ho avuto l’opportunità di lavorare anche su altri fronti artistici. Tra poco verrà girato un cortometraggio, “Santallegria. Ovvero il giorno del mio funerale”, del quale ho scritto a quattro mani col regista Maurizio Rigatti la sceneggiatura. Sempre con lui abbiamo dato vita a due soggetti per la tv “Un cuore sotto l’albero” e “Chiedimi come”.
:: Sappiamo che hai anche contatti con l’America. Bambi a stelle e strisce?
Ce la vedete Bambi con un tubino a stelle e strisce? Bé, io si, e credo che concorderebbe anche il famoso scrittore Edmund White che ha apprezzato il mio libro inviandomi una email più che lusinghiera, che custodisco gelosamente! Battute a parte, un paio di case editrici americane e un paio di case editrici inglesi hanno preso sotto esame la versione inglese del mio romanzo, “What if Bambi were a tranny?”, e sono in attesa di avere un loro feed back per capire se quella squinternata di Bambi varcherà o no i confini nazionali.
Gaspare Baglio è bolognese. Ha scritto racconti qua e là fino al suo primo libro: Piccole Storie Crudeli (Perronelab, 2010). Nerd dichiarato, ha le seguenti passioni: i film di Tim Burton e di Almodovar, i fumetti, gli animali, il cibo cinese, le favole, i musical e tutto ciò che è camp. Ha un blog che non segue e ha un pessimo rapporto con la tecnologia. Nonostante tutto è buono.













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