Le 5 migliori Apple Pie di Williamsburg
“As American as apple pie!”, dicono da queste parti. Per gli americani non c’è nulla di più americano di una torta di mele. Intera, a fette, con lo zucchero a velo, la panna o una pallina di gelato: l’apple pie la trovate ovunque, dai diner più squallidi fino ai ristoranti più raffinati, passando per gli scaffali dei supermercati e dei deli aperti 24 ore su 24. Senza dimenticare le finestre delle case, proprio come nei cartoni animati della Warner Bros: se aguzzate la vista, la trovate anche lì. Se facessimo un censimento, sono pronto a scommettere che la torta di mele risulterebbe la seconda immagine più frequente nei film hollywoodiani – dopo la bandiera a stelle e strisce naturalmente.
A Williamsburg, come in ogni altra parte della città, è facilissimo trovare torte di mele: la sfida, pertanto, consiste nella scelta. Ogni locale ha la sua ricetta e il suo modo di servirla, per cui la domanda è: quali sono le migliori? Dove andare? La redazione di Nuok si è sacrificata per voi, e dopo giorni e giorni di faticosi test ha elaborato la sua personalissima classifica: le 5 migliori Apple Pie di Williamsburg, in esclusiva per i nostri lettori.
Quinto posto: C-Town (angolo Havemeyer @ S 1st)

Sì, lo sappiamo, è irrituale inserire in una graduatoria del genere un supermercato, ma a nostro giudizio l’Apple Pie che trovate alla pasticceria del C-Town è davvero migliore di tante torte vendute nei locali vicini. Un vantaggio: costa poco; con 4.99$ avrete un’intera torta tutta per voi. Uno svantaggio: dovete avere un microonde, perché questa torta va mangiata calda. È conservata in un bancone frigo, per cui bisogna riscaldarla per recuperare la fragranza originaria.
Quarto posto: Pies’ N’ Thigs (166 S 4th Street, angolo Driggs)

Avevamo recensito questo locale poco tempo fa:
Il cartello fuori parla chiaro: Hot Apple Pie. Se siete alla ricerca di una colazione abbondante e fatta in casa, questo localino – gestito da Sarah Buck, Carolyn Bane e Erika Geldzahler – ai piedi del Williamsburg Bridge, non vi deluderà. […] le porzioni dell’apple pie sono enormi! Si tratta di una sfoglia croccante servita tiepida, ripiena di pezzettoni di mela cotta e bagnata nella cannella. Buonissima.
Il nostro giudizio non è cambiato: è ottima. Ma non è sul podio perché è una torta – come dire? – un po’ rozza, tamarra rispetto alle altre. È perfetta per caricare le pile al mattino o se avete fame chimica la sera (il fine settimana Pies’ N’ Thigs è aperto anche dopo mezzanotte), ma se parliamo di equilibrio fra i sapori, e dell’amalgama fra il ripieno e la pasta intorno, be’, qualche punto lo perde. Costo? 4.50$ a megafetta.
Medaglia di bronzo: Enid’s (560 Manhattan Ave)

Avevamo recensito anche Enid’s, ma non avevamo parlato dei suoi dolci. Male, anzi: malissimo, perché sono eccellenti. In realtà i dessert di Enid provengono dalla pasticceria The Blue Stove (415 Graham Avenue): ogni giorno ordinano almeno due tipi diversi di torte fresche, e quella alle mele non manca mai. Viene servita con una pallina di gelato, solitamente alla crema, o anche con la panna: a scelta. Se siete particolarmente golosi, potete avere entrambe. Questa torta è praticamente perfetta: grandi porzioni, una pasta leggera e friabile, pezzetti di mela piccoli ma non abbastanza da diventare poltiglia. E allora, direte voi, come superare la perfezione? C’è un solo modo: con il guizzo di genio. Questa torta è impeccabile, ma le due che la precedono in graduatoria sono semplicemente fuori dall’ordinario.
Medaglia d’argento: Bakeri (150 Wythe Ave)

La Bakeri è una nostra vecchia conoscenza, e il nostro giudizio complessivo può essere riassunto in una battuta: hanno un grande pregio e un grande difetto, sono francesi. Lenti a preparare il caffè, spocchiosi nel servizio, e nemici del tuo portafoglio. Ma se volete gustare una apple pie da applausi, signori, vi tocca mettere l’animo in pace e venire qui. I nostri pasticceri snob, in barba alla tradizione americana, si sono presi alcune licenze. Innanzitutto, già a giudicare dalla forma e lunghezza delle fette che vi servono, la loro apple pie è più piccola. In aggiunta, non utilizzano la cannella ma, probabilmente, un po’ di arancia o limone. La pasta, infine, è più morbida della media. Insomma: non abbastanza per dire che è qualcos’altro, ma quanto basta per renderla un dolce di qualità superiore alla media. (Ma non diteglielo! Non alimentate il loro ego! Ingoiate e arricciate il naso, oppure ditegli che, nella nostra classifica, sono secondi! Come al Mondiale 2006, he-he…).
Medaglia d’oro: Blackbird (197 Bedford Ave, angolo N 6th)

Come si fa a superare la variante francese e snob di una torta perfetta? Risposta: tornando alla tradizione. Reinventandola. Ora, tutte le torte che abbiamo nominato, pur con le loro differenze, si presentano allo stesso modo: alte e piene di mele. Quella del Blackbird Parlour, invece, è piatta. La fetta che vi verrà servita sarà una specie di fazzoletto triangolare, in cui la pasta e il ripieno si alternano. Quasi una crostata. La consistenza è friabile; le mele calde; il sapore eccellente. C’è della cannella, ma sul momento non la sentite: ve ne rendete conto dopo, è un retrogusto. È accompagnata da una pallina di gelato, ma vi diremo una cosa che non abbiamo osato azzardare per tutte le altre: lasciatela perdere; al cameriere che segna la vostra ordinazione (sei dollari), dite pure che non lo volete il gelato: non ce n’è bisogno. Questa torta basta a se stessa.
Leonardo Staglianò
con la preziosa collaborazione di Dziewa Wieslawa
Leonardo Staglianò ha scritto racconti, romanzi, dichiarazioni d’amore, sfoghi di rabbia, numeri di telefono sui biglietti da un dollaro, curriculum veri e falsi, spettacoli teatrali, discorsi di ringraziamento per premi mai ricevuti, tesi di laurea, saggi critici, email sotto falso nome, preghiere, spot per il web, fumetti, applicazioni per cellulari, lettere di protesta, sceneggiature cinematografiche, parole sulla sabbia, sui muri e sulla neve. Alcune di queste cose hanno raggiunto il mondo esterno, altre sono rimaste private. In tutte, ci ha messo il cuore. Per far contenti la mamma e il papà, segnala inoltre che ha studiato Filosofia a Firenze, Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden, Dramatic Writing alla Tisch School della NYU.













Questo articolo è un vero e proprio golosario, sulle torte di mele! Non c’è dubbio che finito di leggerlo, la voglia di un pezzetto per ognuna di queste leccornie è tanto e irrefrenabile! Fortunatamente sono segnati gli indirizzi….
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