Estate 2010 a New York: ecco come sopravvivere

Ecco il mio breve corso semiserio per sopravvivere a New York nei prosismi mesi estivi.
1. Non fate gli italiani. Per quanto possa essere possibile, sia chiaro. Siate discreti. Non siate arroganti con nessuno, tantomeno con il venditore di hotdog dell’angolo. Fate uscire le persone dal vagone della metro, prima di salire – e fate sedere prima le donne e gli anziani. Non litigate con il vostro fidanzato perché non vi ha scattato bene la foto sul tetto dell’Empire. Non urlate e gesticolate da una parte all’altra di un megastore indicando a vostra cugina che il colore di scarpe che ha scelto non vi piace (non dite che non lo fate, vi ho visti più volte!). E non fate commenti acidi e snob sugli altri italiani a New York: ce ne sono effettivamente tantissimi, e capiscono perfettamente la vostra lingua.
2. Destra / Sinistra. Rispettate i segnali, soprattutto sui ponti percorribili a piedi: da una parte i pedoni, dall’altra i ciclisti. Idem sulle scale mobili: tenete la destra, in fila indiana, così chi ha fretta può superarvi. New York non è un parco giochi a cielo aperto, ma una città dove le persone (tante persone) vivono e lavorano. Non fermatevi in mezzo alla strada con la vostra super mappa, peggio ancora all’entrata della metropolitana. Dimenticavo: NON tagliate MAI le code (si, anche questo lo fanno solo gli italiani): ci sarà un motivo perché le fanno, o sono tutte scemi questi americani?
3. Il costo dell’acqua. Se una bottiglietta d’acqua costa più di 1 dollaro e mezzo, allora vi stanno per fregare. Rifiutatevi di pagare di più: sarà il venditore stesso ad abbassare spontaneamente il prezzo. Questo vale per tutto: non cadete nelle trappole per turisti. Le discutibili magliette I (cuore) New York a Times Square costano 10 dollari l’una. A Chinatown ve ne danno 10 per la stessa cifra. Se qualcuno vi avvicina e vi offre biglietti per spettacoli di Broadway scontati, rifiutate a priori.
4. Sui click inutili. E’ vero che oggi tutti abbiamo una macchinetta digitale e possiamo portare a casa 2/4/8 GB di ricordi, ma qual è il senso di fotografare un dipinto famoso? O quel palazzo? O la Statua della Libertà in tutte le angolazioni? Siate creativi, osate! Piccolo appunto: New York non solo non è un parco giochi, ma non è nemmeno uno zoo (penso che anche gli scoiattoli si siano rotti le scatole di essere avvicinati con un pezzo di carta e trattati da idioti). Non fotografate il giapponese che vi taglia il pesce sotto il naso, chiedete prima gentilmente se potete farlo. Ogni volta che scattate una foto, pensate ai vostri amici e parenti – su Facebook o sul divano di casa – abbiate pietà!
5. Brooklyn c’è. Non sottovalutate nessun quartiere (e viceversa, non sopravvalutatene altri – inter nos – ma chissenefrega dell’Upper West / East Side!) e non fatevi ingannare da pregiudizi o qualche “mio zio mi ha detto che“. Forse vostro zio è stato cinque o sei anni fa. Oggi Harlem è una perla nera che incorona Central Park, e la zona di Williamsburg sta diventando la nuova Little Manhattan. Portate anche lo zio a vedere il panorama!
6. Bleah! Nessun ristoratore newyorkese ha la pretesa di farvi bere il miglior caffè italiano o farvi assaggiare la miglior pizza napoletana (anche se qualche indirizzo merita davvero). Non aspettatevi da nessuna parte il vero espresso: il caffè, in molti posti, è comunque davvero ottimo. Ci sono centinaia di cucine internazionali diverse, riuscirete a resistere dieci giorni senza lamentarvi che non ci sono le tagliatelle al ragù come quelle della nonna oppure che quel caffè è troppo annacquato?
7. Evitate l’Italia. Non buttatevi su negozi o catene di marchi italiani. Non fatevi prendere dalla smania del cambio euro dollaro, perché oltre a non essere più poi così tanto vantaggioso, dovrete calcolare anche le tasse sopra il prezzo esposto. Alla fine andate a spendere uguale. Preferite marchi che non trovate in Italia (ripeto! vi ho visti da Foot Locker e da Prada, non negate!). Le tartarughe palestrate dei modelli di Abercrombie & Fitch sono davvero da vedere e toccare con mano, ma i vestiti li trovate anche a Milano ormai.
8. NO iPhone. Sono certa che ai commessi viene distribuito ogni lunedì un libricino aggiornato su “Come spiegare ad un italiano che non può comprare un iPhone qui“. Una volta per tutte: l’iPhone negli Apple Store, se siete italiani, non potete comprarlo. Mettetevi il cuore in pace, non fatene un’ossessione. Se ne trovate, portatevi a casa un iPad, così il vostro collega morirà d’invidia per due settimane al vostro ritorno e non sentirete più la necessità dell’iPhone per un po’.
Alice Avallone è nata il 15 dicembre 1984 ed è una criminale. Ha spiato le persone sui treni. Ha gestito un supermercato di persone in vendita. Ha favorito relazioni clandestine. Ha fatto navigare molti bambini. Ha accettato di essere la manager di Dio. Attualmente, dicono che si sia rifugiata negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha un sacco di parole difficili. E’ una digital media, web 2.0 e social media strategist. Ma anche una buzz & word-of-mouth marketing expert. Più semplicemente: Alice è una creative thinker.













Tanti consigli utili, ma davvero impossibili da mettere in pratica! Chiedere ad un italiano di non “tagliare” le file, di non scattare migliaia di foto inutili da mostrare la domenica a casa di mammà, di usare parsimonia nell’acquisto di magliette con la scritta NY,e di non comprare le marche italiane….è pura follia!
Bella lista! D’accordissimo tranne che sull’Upper West Side!
Ci ho vissuto per quasi 4 anni e lo devo difendere. Aggiungerei un punticino: “non entrate nei negozi/non fermate le persone iniziando a parlarci in italiano dando per scontato che sia la lingua universale – chi visita un paese straniero deve fare lo sforzo di imparare a dire almeno ‘buongiono’ nella lingua locale”!
Delle due l’una:
1. NYC è il ricettacolo dei peggio italioti;
2. NYC ospita i blogger più spocchiosi.
Comunque sia, mi sta un po’ passando la voglia di visitarla… :-\