Scoprire Williamsburg con l’Art-à-Porter /3

L’ultima volta ci siamo lasciati con gli oggetti spaziali di Grand Street. Con oggi concludiamo il nostro breve viaggio nella Williamsburg artistica. Eccoci dunque da Cinders al 103 di Havemeyer Street.

Vale la pena visitarla non tanto per la coloratissima mostra in corso – Teahead Scraps di Ric Ocasek (fino al 25 aprile 2010) – ma soprattutto per la parte dedicata allo shopping di libricini illustrati, spillette ed oggettini artistici fatti a mano. La galleria è aperta fino alle 9 di sera dal mercoledì alla domenica.

Like The Spice invece è una galleria molto spoglia e poco invitante al 224 di Roebling – un block a sinistra e tre a sud da Cinders.

Scelte sempre discutibili sugli autori selezionati ed un personale un po’ indisponente. Insomma, bocciata.

Non demordete e salite ancora di un block, potrete rifarvi con la galleria Sideshow. Faticherete a riconoscerne l’entrata, nascosta da questo gigantesco murales.

Rimarrete sorpresi della naturalezza con cui lasciano aperta la porta del bagno/studio! No, non fa parte di un’installazione artistica!

La mostra Landforms & Field Patterns è rassicurante: grandi tele monocromatiche e qualche scala da imbianchino nelle sale.

Altra segnalazione interessante: la Momenta Art – 359 Bedford Avenue.

Ora, rimettiamoci in cammino e superiamo la sopraelevata che porta al Williamsburg Bridge. Vi ritroverete su Broadway, quella di Brooklyn. Girate a sinistra sulla 6th ed arriverete all’ultima tappa del nostro viaggio artistico.

Siamo alla K&K – piccolo corridoio allestito con suggestive fotografie in bianco e nero. Gli autori proposti questo mese sono due: Filipa Castro ed il francese Guillaume Gilbert (bellissimo sito).

La zona sud di Williamsburg intorno al ponte – abitata per lo più da ispanici – è piena zeppa di murales: una vera mostra d’arte a cielo aperto. Buona passeggiata!

Alice Avallone
testi e foto, 6 aprile 2010
Alice Avallone è nata il 15 dicembre 1984 ed è una criminale. Ha spiato le persone sui treni. Ha gestito un supermercato di persone in vendita. Ha favorito relazioni clandestine. Ha fatto navigare molti bambini. Ha accettato di essere la manager di Dio. Attualmente, dicono che si sia rifugiata negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha un sacco di parole difficili. E’ una digital media, web 2.0 e social media strategist. Ma anche una buzz & word-of-mouth marketing expert. Più semplicemente: Alice è una creative thinker.












