Scoprire Williamsburg con l’Art-à-Porter /2
Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo originalissimo quartiere di Brooklyn. Ci eravamo fermati al 177 della North 9th, c’è Pierogi con Jim Torok, ricordate?
Bene, all’uscita girate a sinistra verso Driggs, numero 483. A due passi, superato il fiorista, vi ritroverete davanti il Black and White Project Space.

Fino al 28 maggio 2010, la galleria ospita Julian Montague (bellissimo sito, buttateci un occhio) con Secondary Occupants Collected & Observed: ragni. Grandi tele nere con macrografie stilizzate (ovviamente in bianco e nero), sia negli spazi interni che nel patio esterno.
Quello che ne esce è una mostra curiosa, con personaggi degni dei mostriciattoli de La città Incantata di Hayao Miyazaki.

Ecco, forse il piccione imbalsamato con tutte le sue piccole ossa si poteva evitare!

Durante la vostra visita (venerdì, sabato o domenica dopo le 12) troverete anche ampolline con ragni secchi e decine e decine di fotografie che raccontano il meraviglioso mondo di questi abitanti secondari.
Inutile dirlo: se siete aracnofobici, lasciate stare.

La mostra successiva che ho trovato sul cammino, è stata sicuramente più leggera e pop. Dopo tre blocks, girando a destra sulla 6th troverete un’insegna verde verticale con scritto FigureWorks.

Fino al 4 aprile questo spazio abitativo al secondo piano ospitava l’esposizione di Susan Newmark. Purtroppo non riuscirete a trovarla, ma vi rimangono queste fotografie.

L’artista, nonostante l’età avanzata, ama comporre collages con carta e cartone, riproponendo soprattutto tematiche erotiche ed immagini di sex symbol degli scorsi decenni.
Nessuna volgarità e quadri (e quaderni) molto piacevoli. Dovrete avvicinarvi alle opere per riuscire ad apprezzarne tutti i particolari, soprattutto se vi piacciono le belle forme ; )

Ora vi aspetta una passeggiata più lunga. Dovrete salire di quattro blocks fino a Grand Street e poi girare a destra sulla strada, verso l’East River. Non vi peserà camminare, perché i vostri occhi saranno continuamente catturati da particolari fuori dal comune!
Notate niente di strano?

La galleria Art 101 si trova appunto al numero 101. Vi accoglieranno una gentile signora ed il suo cagnolino nero (riportato per altro anche sulle card dello spazio e sul sito web).

Avete tempo fino all’11 aprile (ma c’è un fitto calendario di mostre continue) per godervi i lavori di Peter Scibetta. Ecco come apre la sua mostra “Just Words“.
Non c’è una buona risposta ad una domande stupida. Proverbio Russo
Una cosa bella non è mai perfetta. Proverbio Egizio

In verità, i suoi lavori non hanno nulla di eccezionale, se non forse per la scelta e l’accostamento curioso dei materiali: legno, pelle, carta, metallo, mattoni, cemento. Fate due chiacchiere con la proprietaria e due coccole al cagnolino, ed uscite tornando sui vostri passi su Grand Street.

Attraversate dunque Bedford e continuate su Grand, fino al 193: Parker’s Box. Qualche giorno fa ne abbiamo parlato per le grandi palle nere in vetrina, qui. Ma la vera sorpresa non è esposta: prendete coraggio, entrate, superata la montagna nera di plastica e voilà!

Questo aggeggio calamitante – che ha un non-so-chè di spaziale – si muove lentamente in senso orario. A sua volta, un mulino a tre bracci dalle punte gommate, posto all’estremità, ruota più lentamente, appoggiandosi sulle scatole di legno.
Vi ipnotizzerà. I tre bracci salgono e scendono, assecondando la disposizione degli oggetti attorno. E l’unico suono che sentirete, sarà il “respiro” della macchina che tiene gonfie delle grandi palle nere della stanza accanto.

Alice Avallone
testi e foto, 6 aprile 2010
Alice Avallone è nata il 15 dicembre 1984 ed è una criminale. Ha spiato le persone sui treni. Ha gestito un supermercato di persone in vendita. Ha favorito relazioni clandestine. Ha fatto navigare molti bambini. Ha accettato di essere la manager di Dio. Attualmente, dicono che si sia rifugiata negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha un sacco di parole difficili. E’ una digital media, web 2.0 e social media strategist. Ma anche una buzz & word-of-mouth marketing expert. Più semplicemente: Alice è una creative thinker.













[...] volta ci siamo lasciati con gli oggetti spaziali di Grand Street. Con oggi concludiamo il nostro breve viaggio nella Williamsburg artistica. Eccoci dunque da [...]