Toccateci tutto, ma non gli Yankees!

Foto Jim McIsaac/Getty Images North America
Un po’ per stereotipo, ma un po’ anche no (purtroppo), noi italiani attribuiamo a certi tragicomici episodi di malgoverno una peculiarità tutta nostrana.
Ma in questi giorni uno scandalo degno del nostro spirito casereccio ha investito proprio il governatore democratico dello stato di New York: David Paterson è stato infatti accusato dalla Commissione sull’Integrità Pubblica di aver accettato in omaggio ben tre biglietti per la prima partita degli Yankees del World Series 2009, violando in questo modo la disposizione in materia di etica che vieta – a chi ricopra la carica – di accettare regali. Non solo, il governatore avrebbe poi peggiorato la sua posizione pagando i suddetti biglietti con un assegno predatato per cercare di nascondere il fattaccio agli investigatori.
Certo, il mandato di Paterson non era cominciato sotto i migliori auspici, essendo egli andato a sostituire il dimissionario collega Eliot Spitzer, travolto a sua volta da uno scandalo legato addirittura ad un giro di prostituzione… Sounds familiar?
Qualcuno ha anche ipotizzato che la causa di questa infausta serie di episodi all’interno del Partito Democratico potrebbe essere la famosa acqua di NY (quella che viene imbottigliata direttamente dal rubinetto e poi venduta in tutti gli States), le cui proprietà andrebbero – a questo punto – rianalizzate..!
Lasciando da parte le allusioni e l’ironia, però, l’osservazione fondamentale che è possibile tracciare è un’altra: non si possono veramente toccare gli Yankees ai newyorkesi. Sebbene infatti la vox populi americana tradizionalmente si abbatta senza pietà sulla propria classe politica, secondo un sondaggio condotto dalla Quinnipiac University e pubblicato dal Los Angeles Times, pare invece che, in questo caso, ben il 61% dei cittadini non voglia che Paterson si dimetta.
E così ci ho pensato, e – vista la natura quasi bonaria della vicenda – forse mi sento anch’io, come tanti americani, di spezzare una lancia in favore del povero governatore, che in fondo ha solo dimostrato di essere un “uomo medio”, incapace di resistere alla tentazione di vedersi una bella partita di baseball allo stadio. E poi, se non altro, mi resterebbe anche la parziale consolazione di sapere che, in quanto ad usi e costumi, a volte i due lati dell’oceano non sono poi così distanti.
Arrivo con la grande nevicata del 1985, a Torino. Classicista, so da sempre che studierò Scienze Politiche, anche se – da aspirante diplomatica – scopro poi la mia vera natura di comunicatrice politica e pubblica. Adoro il Regno Unito, che visito come una seconda patria, di cui imparo maniacalmente la lingua e di cui ascolto i prodotti musicali con altrettanta grande passione. Nel settembre 2009 approdo a NYC ed è il mio 1492: il mondo acquista anche per me una dimensione aggiuntiva. Amo fotografare, più di tutto. Ho anche una certa passione per la moda. Nel 2010 inizio la mia avventura nel mondo del giornalismo – e continuo a fotografare. Potete contattarla scrivendo a: lorenza@nuok.it












