Save the home-baked cupcakes!

Il sabato mattina le strade del Village vengono invase da bancarelle con alcuni dei più begli oggetti artigianali che possiate trovare: collane, orecchini, pezzi di abbigliamento personalizzabili…e poi qualsiasi tipo di cibo, ovviamente! Tra questi, potreste anche trovare alcune associazioni di genitori che, vendendo le celeberrime cupcakes fatte in casa, raccolgono fondi per le scuole, una consuetudine importante specialmente per quelle realtà dove altrimenti la maggior parte degli alunni non potrebbe permettersi di acquistare libri o di partecipare ad attività extra-scolastiche.
Ma questi banchetti si trovano principalmente all’ingresso delle scuole, cosicchè gli stessi ragazzi possano acquistarvi la merenda e proprio questo parrebbe essere diventato un problema. Molto presto infatti, nelle scuole pubbliche di New York, verrà imposto un divieto che mira proprio a modificare questa tradizione, tacciata di non contribuire a migliorare la questione obesità tra i più giovani: mentre sulle merendine confezionate, infatti, vengono indicati esattamente il contenuto calorico e le altre proprietà nutrizionali, questo non è ovviamente possibile con un prodotto casalingo.
E’ vero, gli Americani non ci vanno certamente leggeri con burro e zucchero, ma non ci sarà forse dietro qualche pressione da parte di quelle industrie che producono snack che rientrano nei paramentri ministeriali e che diventerebbero, di fatto, monopoliste (o, al più, oligopoliste) in questo settore?
Questo dubbio è stato sollevato anche dalla storica Laura Shapiro che ha sottolineato come “dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’industria dei cibi pronti ha fatto di tutto per inculcare negli Americani l’idea che ci si dovesse fidare solo di ciò che era confezionato ed etichettato“.
Ora, per fortuna, si sta lentamente tornando alle origini e – specialmente in realtà più emancipate come quella newyorkese – è quasi una moda quella di ricercare prodotti organici, coltivati localmente e venduti proprio nei farmer’s markets, bancarelle di coltivatori diretti, spesso anche amatoriali, o – come in questo caso – di mamme appassionate di cucina e ambiziose, tanto da proporre ormai anche sofisticate alternative vegane delle più classiche specialità quali le empanadas, la pumpkin pie o le già citate ed iconiche cupcakes.
A noi, che osserviamo lo scorrere della vita nella Grande Mela e ci meravigliamo ancora del cambio di ritmo che subisce durante il fine settimana, pare bellissimo vedere come questi slanci comunitari di quartiere possano coniugarsi con la frenetica realtà metropolitana.
Chissà, però, a chi darà ragione alla fine il Ministero dell’Educazione, a cui la consigliera Democratica di Manhattan Gale Brewer ha – per ora senza grande successo – chiesto di rivedere la mozione.
Photo: preservationinpink.wordpress.com
Arrivo con la grande nevicata del 1985, a Torino. Classicista, so da sempre che studierò Scienze Politiche, anche se – da aspirante diplomatica – scopro poi la mia vera natura di comunicatrice politica e pubblica. Adoro il Regno Unito, che visito come una seconda patria, di cui imparo maniacalmente la lingua e di cui ascolto i prodotti musicali con altrettanta grande passione. Nel settembre 2009 approdo a NYC ed è il mio 1492: il mondo acquista anche per me una dimensione aggiuntiva. Amo fotografare, più di tutto. Ho anche una certa passione per la moda. Nel 2010 inizio la mia avventura nel mondo del giornalismo – e continuo a fotografare. Potete contattarla scrivendo a: lorenza@nuok.it












