Picnic sui binari e fate in carriera
Con dieci bottiglie di plastica riciclata si può fare un maglione o una sedia, con due un frisbee. Ma cosa succede quando nasce la necessità di riciclare qualcosa di molto grande, come un’intera ferrovia?

Nel 1980 la High Line, una linea ferroviaria sopraelevata lunga più di 2 km e destinata al trasporto merci dal Meatpacking District su fino alla West 34th street, smette di essere in funzione dopo ben 50 anni di attività. La struttura rimane abbandonata e inutilizzata fino al 2003, anno in cui viene indetto un concorso architettonico per reinventare questo spazio. Il progetto prescelto è quello di James Corner Field Operations che nel 2004 vince l’appalto per trasformare la High Line in un parco pubblico, inaugurato nello scorso giugno 2009.
La cosa curiosa è che durante i 23 anni di abbandono, la vegetazione si è in qualche modo fatta strada tra l’acciaio e la pietra della vecchia ferrovia, creando vere proprie aiuole fiorite. Gli architetti hanno quindi deciso di mantenere in parte le sembianze che la natura aveva già dato a questo luogo e anzi, incoraggiarne lo sviluppo attraverso una pavimentazione di morbide assi distanziate che favoriscono la crescita spontanea dell’erba.

Di seguito due immagini tratte dal Flickr e scattate da Ed Yourdun la scorsa estate. Mostrano come vedremo la High Line tra qualche mese.


Nasce così una nuova tendenza definita dai newyorkesi “agritettura“, ovvero un mix tra architettura e agricoltura che concretamente ha l’obiettivo di recuperare aree industriali dismesse restituendole alla natura, piantando alberi e colture per rendere la città più verde e rilassante.
C’è da dire che la High Line si presta facilmente a questo tipo di scopo, soprattutto per la sua posizione sulle sponde del fiume Hudson il quale favorisce microclimi urbani variegati: spazi soleggiati, ombrosi, umidi, secchi, ventosi e protetti; una promenade anticonvenzionale, una striscia di verde che attraversa i grattacieli, un pezzo di natura selvaggia che cresce in “alta” quota occupando un terreno che prima era di nessuno e oggi ospita centinaia di persone ogni giorno: studenti, lavoratori in pausa pranzo, turisti, mamme e bambini.
Esistono anche workshop di giardinaggio per grandi e piccini e tour guidati della High Line che approfondiscono l’arte urbana lungo il percorso, come quello organizzato proprio oggi sabato 6 marzo! Durante l’estate è invece possibile abbronzarsi sui comodi lettini in legno incastrati tra i vecchi binari.
A questo punto qualcuno di voi si starà preparando per uscire a fare una passeggiata di 2 km sulla High Line, mi permetto quindi di darvi un consiglio: per oggi provate ad entrare dall’ingresso nord. Mentre camminate per raggiungerlo guardatevi attorno, ci dev’essere un muro di mattoni da qualche parte…
Non è un muro qualsiasi e lo riconoscerete perchè al posto di una pietra c’è un buco riempito con mattoncini Lego e una minuscola porta in vernice bianca. Gira voce che sbirciando dal vetro di questa porticina, si possano vedere le creature magiche che vivono al di là del muro. E non stupitevi se non vedete nessuno, sembra che anche le fate a New York si diano da fare più fuori che dentro le mura domestiche!


foto di Rafael Gamo
Valentina Locatelli 1985. Una laurea in Media Design e due passioni: immagini e parole. Fotografia, letteratura, arte e cinema. (valentina@nuok.it)













bellissimo pezzo vale!
[...] troverete ovunque. Le mini cupcakes di Eleni’s, i tramonti sul New Jersey dall’High Line, i gabbiani che zompettano sulla sabbia di Coney Island, il bimbetto biondo che vi sorride mentre [...]
[...] In una città che corre senza sosta, la Highline è uno slow-movement, capace di coinvolgere i suoi fruitori in modo inaspettato. Insomma, fateci un giro. [...]
[...] ne abbiamo parlato più di una volta su Nuok, fin dalla sua primissima apertura. L’High Line è diventata a tutti gli effetti uno dei punti più turistici di tutta [...]