Picnic sui binari e fate in carriera

Valentina Locatelli | March 6, 2010 | Comments (2)

Con dieci bottiglie di plastica riciclata si può fare un maglione o una sedia, con due un frisbee. Ma cosa succede quando nasce la necessità di riciclare qualcosa di molto grande, come un’intera ferrovia?

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Nel 1980 la High Line, una linea ferroviaria sopraelevata lunga più di 2 km e destinata al trasporto merci dal Meatpacking District su fino alla West 34th street, smette di essere in funzione dopo ben 50 anni di attività. La struttura rimane abbandonata e inutilizzata fino al 2003, anno in cui viene indetto un concorso architettonico per reinventare questo spazio. Il progetto prescelto è quello di James Corner Field Operations che nel 2004 vince l’appalto per trasformare la High Line in un parco pubblico, inaugurato nello scorso giugno 2009.
La cosa curiosa è che durante i 23 anni di abbandono, la vegetazione si è in qualche modo fatta strada tra l’acciaio e la pietra della vecchia ferrovia, creando vere proprie aiuole fiorite. Gli architetti hanno quindi deciso di mantenere in parte le sembianze che la natura aveva già dato a questo luogo e anzi, incoraggiarne lo sviluppo attraverso una pavimentazione di morbide assi distanziate che favoriscono la crescita spontanea dell’erba.
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Di seguito due immagini tratte dal Flickr e scattate da Ed Yourdun la scorsa estate. Mostrano come vedremo la High Line tra qualche mese.
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Nasce così una nuova tendenza definita dai newyorkesi “agritettura, ovvero un mix tra architettura e agricoltura che concretamente ha l’obiettivo di recuperare aree industriali dismesse restituendole alla natura, piantando alberi e colture per rendere la città più verde e rilassante.
C’è da dire che la High Line si presta facilmente a questo tipo di scopo, soprattutto per la sua posizione sulle sponde del fiume Hudson il quale favorisce microclimi urbani variegati: spazi soleggiati, ombrosi, umidi, secchi, ventosi e protetti; una promenade anticonvenzionale, una striscia di verde che attraversa i grattacieli, un pezzo di natura selvaggia che cresce in “alta” quota occupando un terreno che prima era di nessuno e oggi ospita centinaia di persone ogni giorno: studenti, lavoratori in pausa pranzo, turisti, mamme e bambini.
Esistono anche workshop di giardinaggio per grandi e piccini e tour guidati della High Line che approfondiscono l’arte urbana lungo il percorso, come quello organizzato proprio oggi sabato 6 marzo! Durante l’estate è invece possibile abbronzarsi sui comodi lettini in legno incastrati tra i vecchi binari.2010_02_XX_NYC_370

A questo punto qualcuno di voi si starà preparando per uscire a fare una passeggiata di 2 km sulla High Line, mi permetto quindi di darvi un consiglio: per oggi provate ad entrare dall’ingresso nord. Mentre camminate per raggiungerlo guardatevi attorno, ci dev’essere un muro di mattoni da qualche parte…
Non è un muro qualsiasi e lo riconoscerete perchè al posto di una pietra c’è un buco riempito con mattoncini Lego e una minuscola porta in vernice bianca. Gira voce che sbirciando dal vetro di questa porticina, si possano vedere le creature magiche che vivono al di là del muro. E non stupitevi se non vedete nessuno, sembra che anche le fate a New York si diano da fare più fuori che dentro le mura domestiche!

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foto di Rafael Gamo

Valentina Locatelli

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Category: DESIGN, VARIE

About Valentina Locatelli: Valentina Locatelli 1985. Una laurea in Media Design e due passioni: immagini e parole. Fotografia, letteratura, arte e cinema. (valentina@nuok.it) View author profile.

Comments (2)

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  1. m says:

    bellissimo pezzo vale!

  2. [...] troverete ovunque. Le mini cupcakes di Eleni’s, i tramonti sul New Jersey dall’High Line, i gabbiani che zompettano sulla sabbia di Coney Island, il bimbetto biondo che vi sorride mentre [...]

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