Oggi a New York: Paolo Bolla
:: Paolo in breve: raccontaci chi sei! Ho quarant’anni da due anni, vivo e lavoro a Milano ma sono nato a Imperia, sul mare – che è la cosa che mi piace e mi manca di più. Quando il (primo) lavoro (che mi permette di vivere dignitosamente) me lo permette, mi dedico al (secondo) lavoro: scrivere e fare teatro.
:: Che cosa significa essere creativi oggi? Essere creativi oggi significa avere la capacità di vedere e di far vedere il mondo in modi ancora inesplorati. Significa avere un punto di vista coinvolgente, unico, emozionante.
:: Che cosa ha New York che l’Italia non avra’ mai? New York ti fa sentire di poter fare, dire, sentire qualsiasi cosa senza paura, senza vincoli, senza giudizi. E’ il luogo dove tutto può accadere.
:: Esiste davvero il sogno americano? Credo esista la possibilità di costruire, certo. E credo che per certi versi negli Stati Uniti sia ancora possibile – ma forse il sogno americano è qualcosa che ognuno ha dentro di sé, basta solo trovare il modo e il luogo (e le persone) per realizzarlo.
:: Se dico New York tu dici… Quando si parte?
:: La fotografia piu’ bella che hai scattato a New York. Dovrei farvi vedere tutte le foto della mia prima volta a NY. In primavera. La città è piena di fiori – non te lo aspetteresti mai, e invece tutto è luce e colori. Una passeggiata in Chelsea la mattina presto. Il Village affollato di studenti. I sorrisi e le chiacchiere delle persone fermi a un semaforo. Il Century 21. Il “Rice on the Lex” e il “Nooch” dopo il Met. I palazzi dell’Upper Side che spuntano dagli alberi del Central Park, e l’Angelo di “Angels in America” alla Bethesda Terrace. No, impossibile scegliere una foto sola.
:: Passiamo a quattro classici luoghi comuni, ci lasci un tuo commento?
- In America si mangia male: Credo si debba saper scegliere, come dappertutto nel mondo (sai quante sòle mi sono preso nella tanto celebrata Italia?). Io a New York ho sempre mangiato bene, perché ho saputo scegliere. Si può decidere tra i menu di tutto il mondo – e quando hai voglia di ‘real comfort food’, basta trovare il diner giusto. E a prezzi ragionevoli!
- I turisti italiani si riconoscono sempre: Sarei tentato di dire di sì… perché a me piace confondermi tra la gente, ascoltare i discorsi delle persone, non vedere o fare cose da turisti. Però forse sono stato riconosciuto comunque!
- New York non dorme mai: Non saprei, perché non sono mai stato sveglio abbastanza per verificarlo! Il sonno è un forte acceleratore della creatività. Se non dormi, non sogni…
- Gli Americani amano l’Italia: Credo di sì. Ogni volta che ho detto di essere italiano, ho visto aprirsi sorrisi accoglienti sui volti dei newyorkesi. Devo dire che, in generale, New York è una città cordiale e accogliente.
:: Quale colonna sonora suggerisci per la citta’ di New York? Be’, per me oggi New York significa Antony and the Johnsons e Rufus Wainwright, le due voci newyorkesi più originali degli ultimi anni.
:: E quali letture prima di atterrare qui? Tra quelli che mi vengono in mente “Colazione da Tiffany” di Truman Capote, “Follie di Brooklyn” e “Trilogia di New York” di Paul Auster, e due classici: “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton, “Washington Square” di Henry James. Più in generale, consiglio Percival Everett, uno scrittore americano scoperto da poco. Leggete tutto quello che ha scritto!
:: Il tuo idioma inglese preferito? ‘Amazing’ e ‘Forgiveness’
Nuok è New York raccontata dai creativi italiani che la abitano. Non la solita Grande Mela quindi. Un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura aggiornato quotidianamente e indispensabile per viaggiatori, residenti, sognatori e chiunque voglia conoscere il lato inedito di NY.












