Oggi a New York: Elisa Agnetti

Redazione | March 4, 2010 | Comments (0)

elisa

:: Benvenuta su Nuok Elisa! Ci racconti in breve di te?

Mi chiamo Elisa, ho 26 anni e SONO SARDA (ne vado molto fiera!) ma scrivo da Milano, dove lavoro, ho studiato e vivo più o meno da 7 anni, salvo piacevoli interruzioni per periodi di vita all’estero di cui uno dei più speciali è stato quello a NYC.

NYC! Attenzione!! Perché, come tutti quelli che ci vivono e pochi di quelli che ci vanno in vacanza o sognano di andarci sanno, quella che noi chiamiamo comunemente New York è in realtà la città di New York. Ovvero uno dei 51 stati degli Stati Uniti che si estende a Nord – Nord Ovest della più nota e apprezzata città. Così se mai vi capiterà di parlare con un americano che vi dice di venire da NY, prima di attribuirgli tutti i gradi di figaggine dell’ universo, provate a chiedergli ‘New York City or New York Upstate?

Scoprirete che nell’80% dei casi sarà diverso da quello che pensavate! ; )

Per tornare a me, sono stata a NY (ora la chiamerò solo NY per amor brevitas) nel 2007 per un breve periodo di tre mesi (il massimo permesso dalla tourist visa) per svolgere uno stage alla RAI. Per le cose che ho fatto e per come l’esperienza mi ha cambiato mi sembra di esserci stata molto più a lungo, anche perché l’ho vissuta un po’ con l’ansia di ‘hai poco tempo, fai tutto quello che puoi per capire NY in tre mesi’. E direi che la cosa ha funzionato; NY è stata per me un’esperienza intensissima e incredibilmente arricchente.

casa:: New York vs Italia: che cosa ci manca e che cosa abbiamo in più?

Ci manca l’eclettismo e la vocazione cosmopolita. NY è una città nel senso più pieno del termine e in Italia non esiste una città che le assomigli per varietà di idee e di stimoli. Le città italiane in confronto sono tutte provinciali perché nessuna è in grado di riconoscere la libertà degli individui come sa farlo NY.

La cosa che mi ha sempre stupito di NY è il fatto che ciascuno, indipendentemente dalla propria storia, dalla propria provenienza, o dai propri interessi, possa trovare una dimensione accogliente. Ecco, NY è assolutamente accogliente! Non mi sono mai sentita rifiutata o discriminata per il fatto di essere diversa. E’ una città che sa vivere la diversità come grande ricchezza e forse la cosa che la contraddistingue di più ai miei occhi. Ciascuno vi può trovare il proprio posto.

Ma (come per tutto anche NY ha un ma) da italiana vedo che le manca qualcosa. Un certo senso di rilassatezza, di godimento del tempo. Tutto a NY è rapido, non prevede perdite di tempo – dal caffè ‘to go’ al pranzo in ufficio davanti al PC – e lavorarci da Newyorchese nativo o acquisito non è sicuramente tra le cose più rilassanti del mondo.

Se si lavora per una azienda italiana è certamente meno pesante ma da quello che ho visto in generale le ferie sono poche, la malattia praticamente inesistente e gli orari di lavoro spesso ‘highly demanding’. Dal punto di vista professionale è un luogo altamente competitivo, in cui spesso ci si fa un vanto del lavorare più degli altri e del non avere tempo libero. Direi che da questo punto di vista l’Italia è ancora un passo avanti nelle pratiche goderecce e scazzone!

:: Che cosa hai pensato durante i primi giorni a New York?

‘Adesso prendo il primo aereo e torno a casa!’ Giuro, l’ho pensato davvero! Il mio arrivo ha coinciso con una incredibile nevicata che aveva semi-bloccato la città e con la ricerca di una casa in cui andare a vivere per poter lasciare l’ostello – stanza a 10 letti – in cui ero alloggiata. La combinazione delle due cose, per chi sa cosa sia la ricerca di casa e il freddo ventoso di NY, fu sconfortante. Il racconto della ricerca di casa è stato l’incubo di tutti i miei amici fino a che non ho smesso di raccontarla diversi mesi dopo il mio ritorno.

NY però insegna a non perdere la pazienza, e quindi con un po’ di cocciutaggine sono riuscita a rimettere tutte le ansie al loro posto; se sei ansioso NY ti uccide o ti fa passare il problema per sempre!

:: Abbiamo visto New York in tutte le salse nei film e nei serial. C’è qualcosa che ti ha veramente sorpresa?

Capire che il sistema delle strade è demenziale e non complicatissimo come sembra nei film quando parlano di ‘quinta e cinquantaduesima’!

…Ah, e anche che le lavanderie a gettoni sono così diffuse perché praticamente nessuno ha in casa la lavatrice!

Immagine 1:: Qual è il film (e/o romanzo!) ambientato a New York che preferisci? Perché?

Libri: Lolita di Wladimir Nabokov. Ok, non è ambientato a NY ma è un libro profondamente americano e lo leggevo mentre andavo a lavoro la mattina nella metro affollatissima tenendomi con una mano sul soffitto del vagone (provate, incredibile ma vero ci si arriva – e io ok, sono alta, ma non una gigantessa!)

Libro di riserva: Trilogia di New York di Paul Auster. Me ne aveva parlato un’amica mentre stavo a NY e me lo hanno regalato al primo compleanno dopo il mio ritorno in Italia. E’ stato bellissimo poter girare per la città da dentro il libro, sapendo esattamente dei luoghi di cui si parlava. E il libro è angosciante proprio come a volte sa essere NY!

Il film…direi Harry ti presento Sally, e non ha bisogno di spiegazioni!

:: Due posti segreti che hai scoperto, fuori da ogni itinerario turistico.

Ci sarebbe un elenco infinito perché dopo che leggi tutta la LP (o qualunque guida tu abbia con te) capisci che NY è fatta dei posti dove ti portano gli altri, quelli di cui ti parlano gli amici e soprattutto quelli in cui ti trascinano!

Un mio posto del cuore è il parchetto di DUMBO. Consiglio a tutti un pic-nic pomeridiano da questa prospettiva, seduti quasi a pelo d’acqua con vista sul ponte di Brooklyn. Se non avete voglia di portarvi il panino da casa consiglio una sosta alla pizzeria da asporto in Washington St & Front St. Prendete il vostro trancio a 2 $ e portatevelo in riva al fiume.

Per chi è curioso di cose belle e un po’ culturali poco battute consiglio due posti nel Queens (io adoro il Queens!!). L’Isamu Noguchi Museum si trova su Vernon Boulevard tra la 10a la 33a strada a Long Island City ed è uno ‘spazio scrigno’ ricavato sull’area di una ex pompa di benzina, dedicato all’opera di questo grande scultore nippo-americano. Andateci a primavera, ha un bellissimo giardino giapponese e sembra di stare in un altro mondo, silenzioso e riposante.

L’altro (ok, lo so che me ne avete chiesto 2 ma non posso trattenermi quando si tratta del Queens!) è il PS1 MoMA. E’ la sede del MOMA nel Queens, e si trova anche questo a Long Island City su Jackson Ave & 46th Ave in un ex edificio scolastico adattato a spazio espositivo. Da quello che ricordo a primavera fanno una gara per trovare un’opera d’arte contemporanea per allestire il cortile esterno in cui poi organizzano per tutta l’estate grandi feste e dj set. Un posto davvero creativo!

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Category: OGGI A NEW YORK

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