Le taglie dei Jeans

Nei blog di gossip spesso si parla delle skinny celebrities: Victoria Beckham, Lindsay Lohan, Kate Bosworth e altre vip famose più per la taglia dei loro jeans che non per ragioni veramente degne di nota.
Pare che siano tutte una size 0, la taglia più piccola che ci sia. E in effetti queste “dive” sono tutte estremamente ossute e davvero poco sexy.
Ma la size 0, a che taglia italiana corrisponde? Secondo le varie tabelle di conversione taglia che si trovano on-line o sulle guide turistiche (la migliore la trovate qui), la 0 corrisponde alla 36 italiana. Una taglia di norma adatta solo alle bambine in età prepuberale, oltre che -pare- alle semicelebrità hollywoodiane.
Venendo al lato pratico della faccenda (è ovvio che a noi di NUOK piace mangiare per cui evito di dilungarmi sulla faccenda che essere ultra magre/i è assolutamente out), se la 0 è la 36 -di conseguenza- alla size 2 corrisponde rà la 38 italiana, alla 4 la nostra 40, alla 6 la nostra 42 e così via (l’America è Paese di eccessi, per cui si arriva fino alla size 18).
Oltre a tenere a mente questa conversione, quando andate a caccia di jeans ricordatevi poi anche che, spesso, negli USA alla taglia è associata una lunghezza. Tre sono le alternative contemplate: R (regular), S (small), L (long). Normalmente tutte le taglie sono disponibili in tutte le lunghezze, per cui, potenzialmente, potreste anche trovare una size 0 L, creata forse in esclusiva per le modelle emaciate di Prada e per il Jack ‘O lantern di Tim Burton.
Per quanto riguarda New York, i jeans più cool della City li trovate da Scoop e da Barneys, anche se io personalmente adoro quelli di AEO, che sono anche molto più cheap.
Francesca Masoero non è la campionessa di canottaggio che appare se digitate il suo nome su Google. È l’altra, la multitasker. Ha un (in)utile dottorato in cinema e marketing; racconta in modo non convenzionale e creativo New York, Torino e Bologna su NUOK e scrive di eventi, lifestyle e cultura per Lookout Magazine; si occupa di marketing, comunicazione, pr e web 2.0 tra Torino (la sua città natale) e New York (la sua città ideale). In più, a volte fa la stylist e a volte la cool hunter. È creativa, ma pignolissima. Sembra zen, ma è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La salvano le piccole cose della (sua) vita: il rock’n’roll, la pasta al pesto, internet e il suo nuovo bellissimo frigorifero da 300 litri, pieno di quello che il suo fidanzato chiama “cibo da conigli”.












