La New York cinese di Ha Jin

C’è una New York cinese fatta di sogni, sacrifici e voglia di riscatto. A raccontarla è lo scrittore cinese Ha Jin nella sua nuova raccolta di racconti “A Good Fall” (Pantheon): dodici storie di immigrazione ambientate in America e per lo più a Flushing, la più grande comunità cinese di New York.

Autore di poesie, narrativa e saggi, Jin, nato a Liaoning nel 1956, lasciò la Cina per l’America nel 1989 e raccontò la sua esperienza nel romanzo “A Free Life” del 2007.
“Non sono sicuro che riuscirò a imparare abbastanza bene l’inglese da avere una vita diversa, ma devo tentare”.
“Ad eccezione degli indiani, nessuno è veramente originario dell’America. Non devi pensare a te stesso come a uno straniero. Questo paese ti appartiene se tu vivi e lavori qui”.
Queste alcune delle voci protagoniste dei racconti di Jin in una raccolta che è affresco corale di una società in rapida evoluzione. Tra i personaggi troviamo nonni che disapprovano il desiderio dei nipoti di americanizzare i loro nomi e amanti che vivono una “relazione a tempo” mentre i loro sposi in Cina sperano in un ricongiungimento e professori universitari che perdono il lavoro e si ritrovano lavapiatti in un ristorante.

A parlare, attraverso le voci di ricchi e miserabili, di intellettuali e colletti blu è una Cina sotterranea che insegue un sogno chiamato America tra voglia di integrazione e attaccamento alle tradizioni.
Tra storie di separazione, salvezza e speranza, i personaggi di Ha Jin affrontano i problemi di una vita duplice che li consacra al tempo stesso americani e stranieri e in un certo modo li rende il più comune e formidabile esempio di nuovi americani.
Camilla Corsellini is an italian freelance journalist and writer. In 2005 she wrote her first novel: “La banda della Uno bianca” (Bevivino Editore). Now she’s attending to her first collection of short stories. For Nuok she will write articles about american writers and literary events.












