BORLIN – Berlino perde i pezzi?
Anche Kreuzberg, storico quartiere berlinese laboratorio di alternative socio-culturali dagli anni Settanta in poi, è alle prese con problemi di intolleranza e cattivo vicinato.

Proprio nel cuore della Berlino multiculturale c’è un locale, l’SO36, che quest’anno festeggia i 30 anni di attività, rischiando allo stesso tempo di chiudere per una banalità. Stiamo parlando di uno dei più famosi locali della metropoli tedesca, vero e proprio punto di riferimento delle tendenze musicali underground, dal punk alla new wave alle nuove contaminazioni, meta abituale negli anni Ottanta di gente come Lou Reed o Iggy Pop. Soprattutto, però, l’SO36, il cui nome deriva dal vecchio codice di avviamento postale della zona, ha acquisito importanza per l’impegno e l’attenzione alla comunità GLBT, organizzando serate, concerti, festival e iniziative a tema.

Di recente era anche diventato uno dei pochi punti d’incontro della città per omosessuali tedeschi e migranti, con serate dedicate. Peccato che un tale laboratorio socio-culturale e politico venga messo sotto scacco da un vicino poco accondiscendente e nemmeno troppo sensibile all’atmosfera del proprio quartiere. In breve, il vicino è arrivato a ottenere un’ordinanza comunale per una consistente riduzione del volume della musica del locale entro fine febbraio: in caso contrario, l’SO36 sarà costretto a chiudere.
I diretti interessati, responsabili del club, nei mesi scorsi hanno tentato ogni possibile compromesso, senza successo: sembra che l’unico modo per accontentare il vicino sia erigere un muro specifico di protezione acustica, per la modica cifra di €80000, oppure snaturare completamente l’identità stessa del locale. Un vero peccato, anche perché nello stesso isolato e in quelli adiacenti sono numerosissimi gli inquilini che si sono avvicendati senza alcuna lamentela.
E adesso? Il rischio è concreto, ma c’è stata un’ampia mobilitazione, tra musicisti, deejay, collaboratori e semplici sostenitori per cercare di evitare il peggio: è stata portata avanti innanzitutto un’ampia campagna di sensibilizzazione, anche attraverso i media, rivolta sia alla popolazione sia alla politica. Inoltre anche il web si è attivato, tra campagne di raccolta fondi, forum di discussione e blog dedicati alle diverse iniziative correlate. Come finirà? Lo sapremo prestissimo: nel frattempo, non ci resta che incrociare le dita e goderci l’SO36 finché c’è!




