STELLE E STRISCE: Fabio Geda
Fabio Geda, scrittore, il suo ultimo libro è L’esatta sequenza dei gesti
:: Carissimo Fabio, benvenuto su Nuok! Iniziamo! Come mai tutti sognano New York? Esiste davvero il sogno americano? New York è la città che più di tutte ha nutrito il nostro immaginario “occidentale”. L’abbiamo vista celebrata in decine di film, è stata al centro di eventi epocali (e drammatici) come l’undici settembre, è stata – ora forse lo è di meno – laboratorio di importanti sperimentazioni culturali: dalla musica, all’arte figurativa, all’architettura. E poi c’è il passaparola. Chiunque trascorra qualche giorno a New York si innamora delle sue strade, della sua energia, del suo melting pot. E quando è ora di partire: Leaving New York never easy, come canta Michael Stipe.
:: Qual è il tuo posto preferito della città? Senza dubbio i parchi e le aree urbane che li circondano. Central Park e Prospect Park sopra tutti. Aree di decantazione, ma anche vere e proprie porte spazio-temporali che ti catapultano in un mondo armonico e quieto, dove la città è allo stesso tempo presente e assente. Ma anche piccoli parchi urbani come Gramercy Park o il Carl Schurz Park, che ospita la Gracie Mansion, la residenza del sindaco di New York. O Washington Square con gli anziani che giocano a scacchi. Tra i quartieri, prediligo Park Slope a Brooklyn.
:: Come è stato (e viene tutt’oggi) influenzato dall’America il modo di narrare in Italia? Scrittori come Dave Eggers, David Foster Wallace, Safran Foer e altri hanno vivacizzato la scena letteraria e suggerito ai trenta/quarantenni italiani che era possibile affrancarsi dai maestri (pur rispettandoli) e tentare strade nuove. Il problema è che non è possibile esportare la formula. Gli scrittori italiani devono trovare una loro via, autentica e originale.
:: Abbiamo visto sul tuo sito www.fabiogeda.it e su Youtube “Twenty Seconds IPhone Project – New York” – di cosa si tratta? Devo essere onesto? Hai presente le foto di Harry Potter con i personaggi che si muovono? L’idea è nata da lì: immagini fisse di venti secondi che, quindi, non sono devi veri e propri filmati, ma si trasformano in fotografie “aumentate”: senti i suoni, i cambi di luce e i movimenti della gente. Ho cominciato a New York, ma continuerò nella quotidianità della vita italiana.
:: Quali libri e film su New York ci consigli? Spike Lee, con Fa la cosa giusta o La 25ma ora. Woody Allen, con Manhattan o Io e Annie. Ma anche film modaioli come Il diavolo veste Prada o Sex and the city. Oppure Smoke di Wayne Wang, scritto da Paul Auster, di cui, tra l’altro, consiglierei anche libri come Trilogia di New York e Follie di Brooklyn. E poi la musica: la colonna sonora di New York, per me, è composta soprattutto da Lou Reed, Bob Dylan, Patti Smith…
:: Abbiamo visto New York in tutte le salse nei film e nei serial. C’è qualcosa che non ti aspettavi e che ti ha sorpreso? New York è in costante mutazione. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire (vedi il nuovo parco sopraelevato a Chelsea: si chiama High Line e l’ultima volta che ci sono andato mica c’era…). Ma in realtà, rispetto alla New York dei film e dei serial, io consiglio di scoprire la New York quotidiana, dei ragazzini che vanno a scuola, delle mamme che vanno a riprenderli alla tre e mezza del pomeriggio, della signora anziana che fa la spesa da Whole Food, o degli impiegati che si trovano a pranzo in Central Park, seduti su una panchina, in mano un panino acquistato da Dean and Deluca o un bagel o una insalata nel cestello trasparente. Quella New York lì mi piace molto. Così come i suoi musei. Ma questa è ancora un’altra storia.

Nuok è New York raccontata dai creativi italiani che la abitano. Non la solita Grande Mela quindi. Un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura aggiornato quotidianamente e indispensabile per viaggiatori, residenti, sognatori e chiunque voglia conoscere il lato inedito di NY.












