Oggi a New York: Luca Savv
:: Benvenuto su Nuok, Luca! Ci racconti in breve di te? Grazie! Beh ho 22 anni e sono un laureando in giornalismo presso la City University di Londra. Fin da piccolo ho fatto la spola tra l’Italia e lo UK perché mia madre è Londinese e mio padre Pisano, e dopo aver finito il Liceo Classico in Italia mi sono trasferito a Londra in modalità più o meno permanente per studio. Adesso sto facendo le prime esperienze televisive e vorrei dedicarmi principalmente alla produzione di intrattenimento…se poi capita di finire in camera tanto meglio, perché ci si diverte un sacco, ma una cosa alla volta. Ho avuto DA SEMPRE il pallino di New York per una serie infinita di motivi, e devo ringraziare ‘mamma Rai’ che nel 2009 mi ha dato una bella scusa per restarci tre mesi e fare un bellissimo stage con il TG1!
:: New York vs London: cosa le unisce e cosa le divide? La gente. I Londinesi e i NewYorkesi sono due categorie di persone completamente diverse, e può sembrare strano considerando le dimensioni di entrambe le metropoli. Esempio banale: sali sulla metro a New York ed è quasi impossibile non iniziare una conversazione con un perfetto sconosciuto. Può durare il tempo di una fermata, parlare degli argomenti più banali come il meteo o una canzone, ma non ci sono inibizioni, e personalmente la trovo una cosa fantastica.
I miei connazionali britannici sono un po’ più freddini, ma non lo dico in modo critico o amareggiato: gli inglesi sono molto socievoli e amano stare in compagnia, ma nei vagoni del ‘tube’ regna il silenzio, e se uno sconosciuto comincia a parlarti di solito è perché è appena uscito dal pub…
Però devo dire che le due città hanno anche moltissimi punti in comune: le zone si rispecchiano abbastanza, Brooklyn è una sorta di Camden e New Cross mescolate, Covent Garden, Soho e più in generale in West End sono una sorta di Village in miniatura, ma ad unirle credo sia soprattutto il livello di creatività in vari settori. Dal teatro alla musica, dall’arte all’entertainment credo siano veramente il massimo a livello mondiale.
Finendo in pareggio, direi che New York vince nettamente per i locali, ma Londra si rifà con i trasporti.
:: Che cosa spinge i ragazzi italiani verso l’estero? Secondo me si tratta di cogliere le opportunità. Lo stare in Italia pone una serie di ostacoli infiniti a livello professionale e c’è pochissima meritocrazia. A New York si pensa in grande, e se sei disposto a farti il proverbiale mazzo, non ci sarà nessuno che proverà ad ostacolarti. Credo che l’Italia abbia in generale una quantità di talento inespresso senza paragoni, dove si finisce a fare quel che si trova, non quel che si vuole o si riesce meglio. All’estero questa cosa non succede, o quantomeno succede poco. Anche a livello accademico le università cercano di prepararti a una professione, non solo in delle materie. Per tutti questi motivi l’andare all’estero diventa un’opzione sempre più attraente, ed è un peccato per l’Italia che perde dei talenti.
:: Che cosa hai pensato durante i primi giorni a New York? Che non mi sembrava vero! Giravo per la città sorridendo come un ebete, anche se c’erano -20°! Tutto era assolutamente fantastico, ma devo dire che di questa impressione non mi sono mai veramente liberato. Succedeva di tutto e a tutte le ore, e non avevo mai messo piede in un luogo che fosse così sfrenatamente VIVO. Tutti cliché se vogliamo, ma io ero partito con aspettative che riconoscevo essere abbastanza esagerate, ma con mia somma sorpresa New York è riuscita a superarle tutte!
:: Qual è il film ambientato a New York che preferisci? Perché? Ehehe vi farà ridere, ma è ‘Down with Love’. Per chi GRAVEMENTE non l’avesse visto, è una comedy più leggera dell’aria ambientata nella New York degli anni 60.
E’ uno spoof di tutti gli stereotipi con cui veniva rappresentata la città in quel periodo, e un omaggio al modo di recitare e fare cinema che si sarebbe poi imposto nell’immaginario collettivo mondiale come idea di ‘America’.
:: Due posti segreti che hai scoperto, fuori da ogni itinerario turistico. Allora, prima cosa il Nada Sushi Restaurant sulla 135 East 50th Street: poco conosciuto, ma assolutamente il MIGLIOR sushi di tutta Manhattan (rimane imbattuto ad oggi per il sottoscritto) e per il quale devo ringraziare due amiche, Teresa e Caroline, che me lo fecero scoprire.
Secondo un ponticello a Central Park West all’altezza della 77th sulla Bridle Path, prima Bow Bridge…è uno dei più piccoli e nessuno ne parla quasi mai, ma alla sera offre una vista spettacolare e, vogliamo dirlo, decisamente romantica ; )
Nuok è New York raccontata dai creativi italiani che la abitano. Non la solita Grande Mela quindi. Un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura aggiornato quotidianamente e indispensabile per viaggiatori, residenti, sognatori e chiunque voglia conoscere il lato inedito di NY.















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