Oggi a New York: Alessandro Antonelli

12 February 2010

bg Oggi a New York: Alessandro Antonelli:: Benvenuto su Nuok, Alessandro! Ci racconti in breve di te? Ho 27 anni, mezzo sangue veneto e mezzo campano, sono cresciuto in Toscana, dove vivo e lavoro, a Firenze. Nel 2007 mi sono laureato in Scienze della Comunicazione e 3 giorni dopo ero a NY per un’esperienza lavorativa di 3 mesi, il periodo forse più bello vissuto fino adesso. Tornerò? Sicuramente sì, ma non per una “banale” vacanza!

:: Che cosa hai pensato durante i primi giorni a New York? Molto semplice: “Sono qui, solo, in una città da 20 milioni di abitanti, senza amici, senza connazionali a cui appoggiarti…non pensare, agisci!“…Arrivare a NY ed essere fin da subito sballottato nella vita quotidiana americana è elettrizzante e quasi ti impedisce di ragionare o anche renderti conto di dove veramente sei. Per chi come me non arriva come turista, dimentica pure tour operator e giornate pianificate. Atterri a JFK e mezz’ora dopo sei a Flatbush, quartiere nero e molto popolare di Brooklyn (sei davvero dentro i più classici scenari urbani americani visti solo in tv) dove ad aspettarti c’è una fantastica famiglia fotocopia dei famosi Robinson. E dopo i convenevoli (e i 1000 dollari per una stanza) via alla subway più vicina a fare il tuo primo abbonamento mensile e avanti ancora, così di colpo verso Time Square ad accompagnare il coinquilino per alcune faccende.
Insomma, all’inizio la grande mela di rapisce, i suoi ritmi frenetici tanto mitizzati in Italia sono la pura realtà, soprattutto se non vai come turista. E l’emozione è tanta che la nostalgia di casa non si avverte, né prima né nei mesi successivi. Alla fine però, col passare dei giorni cominci a pensare davvero a dove sei e quanto si è fortunati a vivere in una città come New York.

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Fotografie di Alessandro.

:: Per chi inizia un lavoro o coltiva una passione, è più facile emergere in Europa o negli Usa? Esiste ancora il sogno americano? Credo, ascoltando testimonianza dirette, che dopo la crisi di questi anni sia più facile trovare un lavoro in Europa che negli Stati Uniti. Ma il sogno americano resta, almeno per chi come me rimane folgorato da tanto dinamismo e innovazione. Non è il solito luogo comune, ma negli USA, in certa Europa, o comunque in gran parte dei paesi industrializzati c’è davvero chi premia il talento e il merito, a differenza di quanto accade da noi in Italia. Si può emergere certo: se hai buone idee puoi trovare facilmente chi ti supporta, perché il business, quello buono, è visto un’opportunità per crescere fra persone valide. Ovviamente e sfortunatamente gli Stati Uniti non sono un paese per tutti… la famosa Green Card è davvero un miraggio per chi avesse intenzione di trasferirsi da un giorno all’altro e cercare lavoro. A meno che non si abbia legami affettivi oltreoceano, bisogna mettere in conto tanti dollari da poter investire, e non è alla portata di tutti.

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:: Qual è la trappola turistica in cui vale cadere a New York? La fila per il traghetto per la Statua della Libertà. Credo sia lunga qualche centinaio di metri e sembra non scorrere mai.

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:: Ed il tuo posto preferito? Tutti! Ne scelgo alcuni: Chinatown per il casino totale e gli ottimi (e originali) ristoranti-bettole cinesi, Battery Park per il jogging e le fresche passeggiate serali, Hoboken per una delle migliori viste dello skyline. E poi cè Brooklyn Heights con le zone che vanno da Clark St fino a Old Fulton e tutto il quartiere storico a ridosso del ponte di B.

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:: Dove si può mangiare bene italiano nella Grande Mela? A Soho ho trovato diversi locali interessanti, uno su tutti Pepe Rosso To Go, fra Sullivan e W Houston un piccolo, molto piccolo ristorante italiano (3 tavoli) gestito da italiani e specializzato in primi (7 dollari circa). Fantastico. Ottimo ma ben più caro (20 dollari un piatto di fettuccine), Alfredo’s accanto al Rockfeller Centre. Evitare, secondo la mia esperienza, Little Italy (Mulberry St), troppe volte i ristoranti di italiano hanno solo il nome. Meglio casomai la Little Italy del lower Bronx, peina di simpatici americani che parlano solo inglese e calabrese stretto!

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Nuok è New York raccontata dai creativi italiani che la abitano. Non la solita Grande Mela quindi. Un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura aggiornato quotidianamente e indispensabile per viaggiatori, residenti, sognatori e chiunque voglia conoscere il lato inedito di NY.

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