New York e il cinema di Woody Allen

13 December 2009

manhat1 New York e il cinema di Woody Allen

Quando si pensa a New York (da casa, dall’Italia) si pensa, in modo quasi inevitabile a Woody Allen e ai suoi film.

Perché, in effetti, Woody Allen è New York.

Come New York è frenetico, poliedrico, a colori e in bianco e nero, arrabbiato, divertente e postmoderno.

E oltre a Manhattan, una sorta di dichiarazione d’amore fatta alla Big Apple (unica “donna” fedele e costante nella vita di Woody), la città che non dorme mai è stata protagonista di molti altri film del regista americano.

E, ça va sans dire, i luoghi che lui ha immortalato nei suoi spassosissimi shows, sono diventate locations di culto per tutti gli appassionati di cinema (e non solo).

Tutto quanto viene citato nelle pellicole di Allen (locali, negozi o paesaggi), diventa oggetto di innumerevoli quest indette dai suoi fan, i quali vanno alla ricerca di questi luoghi mitici tra i grattacieli di New York, magari perdendosi nell’East Village o tra le stradine dietro la Columbia University. Tutto per vivere un’esperienza unica e memorabile, just like in the movies.

Entrare all’Hungarian Pastry Shop (1030 Amsterdam Avenue), per esempio, e gustarsi un bel tè seduti a uno dei suoi tavolini, permette al turista cinefilo di immergersi per qualche attimo in quella surrealtà tipica di un luogo che ci sembra di conoscere dal vivo, ma che in realtà conosciamo solo di riflesso, in simulacro, grazie ad un film: Husbands & Wives.

La stessa cosa accade quando si passeggia lungo il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir, nel cuore di Central Park (immortalato in Hannah and her Sisters) e si arriva al Naumburg Bandshell, dove, in Mighty Aphrodite, Kevin e Linda si incontrano per la prima volta.

E che dire poi del mitico The Queensboro Bridge, sulla 59th Street?

L’istantanea in bianco e nero di Isaac e Mary seduti sulla panchina e rivolti verso Brooklyn è una delle più efficaci metafore della New York di Woody, una città soffusa, un ponte tra universi diversi, un luogo che chiede soprattutto di esser contemplato, oltre che vissuto.

E quindi, anche se New York ha fatto da sfondo a infinite storie e a innumerevoli personaggi, da Harry & Sally a Carrie &co, dai Ghostbusters ai Blues Brothers, è alla New York di Woody Allen che si fa, sempre e comunque riferimento.

Così  i suoi film diventano una guida, una sorta di vademecum radical chic (ancora meglio della Lonely Planet), per destreggiarsi lungo la Broadway e per immergersi nelle atmosfere rarefatte e jazz delle strade reticolari di questa città irriverente e geniale.

Certo, anche il Plaza di Macaulay Culkin in Home Alone 2: Lost in New York, meriterebbe una visitina, ma questa è davvero un’altra storia.

Aspettiamo dunque che sia Woody a raccontarcela.

Francesca Masoero

pixel New York e il cinema di Woody Allen

Francesca Masoero non è la campionessa di canottaggio che appare se digitate il suo nome su Google. È l’altra, la multitasker. Ha un (in)utile dottorato in cinema e marketing; racconta in modo non convenzionale e creativo New York, Torino e Bologna su NUOK e scrive di eventi, lifestyle e cultura per Lookout Magazine; si occupa di marketing, comunicazione, pr e web 2.0 tra Torino (la sua città natale) e New York (la sua città ideale). In più, a volte fa la stylist e a volte la cool hunter. È creativa, ma pignolissima. Sembra zen, ma è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La salvano le piccole cose della (sua) vita: il rock’n’roll, la pasta al pesto, internet e il suo nuovo bellissimo frigorifero da 300 litri, pieno di quello che il suo fidanzato chiama “cibo da conigli”.

1 commento for “New York e il cinema di Woody Allen”

  1. giada

    adoro woody!!!! grazie francesca!

Leave a Reply

About the author

Francesca Masoero

Francesca Masoero non è la campionessa di canottaggio che appare se digitate il suo nome su Google. È l’altra, la multitasker.

Ha un (in)utile dottorato in cinema e marketing; racconta in modo non convenzionale e creativo New York, Torino e Bologna su NUOK e scrive di eventi, lifestyle e cultura per Lookout Magazine; si occupa di marketing, comunicazione, pr e web 2.0 tra Torino (la sua città natale) e New York (la sua città ideale). In più, a volte fa la stylist e a volte la cool hunter.

È creativa, ma pignolissima. Sembra zen, ma è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La salvano le piccole cose della (sua) vita: il rock’n’roll, la pasta al pesto, internet e il suo nuovo bellissimo frigorifero da 300 litri, pieno di quello che il suo fidanzato chiama “cibo da conigli”.

Photo Gallery

Log in