NYC loves pizza – and me too

20 October 2009

New York è un posto fatto da mille persone, profumi e colori diversi.

And that means che a New York si può mangiare qualsiasi cosa: noodles malesiani, fagioli e papaya alla cubana, gulash, creme brulé, fish & chips. E pizza.

E, believe me, la pizza qui nella big A è davvero delicious: croccante, sottile e con tutti gli ingredienti giusti.

Ok, è vero: Pizza Hut e Domino hanno inventato tranci ignobili con sopra pasta, patatine fritte e ragù.

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Ma ci sono almeno tre locations dove la pizza è buona e profuma di casa: Luzzo’s , Grimaldi e Luigi’s Pizza.

Luzzo’s è forse il più upscale dei tre e si trova nel cuore dell’East Village.

Da Luzzo’s l’atmosfera è easy ma stilosa, la selezione dei vini vi farà sentire ancora in Italia e le pizze sono larghe e soffici, in stile napoletano d.o.c.: non perdetevi la “brutta ma buona” e la “luzzo’s”: absolutely yummy!

Grimaldi è invece a Brooklyn, in quella zona très chic che si chiama Carrol Gardens. Qui, così come da Luigi’s Pizza, la pizza  è crusty e succosa, in pieno new york style.

Da Grimaldi vi potete costruire la pizza, scegliendo voi i toppings che preferite: acciughe, pomodorini, mozzarella, parmigiano. Tutto rigorosamente made in Italy.

Luigi’s Pizza è però il mio preferito.

E’ un localino piccolo, semplice e pieno di gente che si trova sulla 5th avenue a Brooklyn, vicino a Park Slope.

Luigi, il primo proprietario, ora vive Up State e coltiva i pomodori, il basilico e le verdure che suo figlio Giovanni usa per preparare le pizze. Che scegliate di gustarvi un trancio di margherita o uno con la salsiccia, non rimarrete delusi: gli ingredienti genuini e la cottura perfetta delle pizze di Giovanni vi faranno sentire a casa in un attimo.

Magie della pizza. Magie di New York.

Francesca Masoero

pixel NYC loves pizza   and me too

Francesca Masoero non è la campionessa di canottaggio che appare se digitate il suo nome su Google. È l’altra, la multitasker. Ha un (in)utile dottorato in cinema e marketing; racconta in modo non convenzionale e creativo New York, Torino e Bologna su NUOK e scrive di eventi, lifestyle e cultura per Lookout Magazine; si occupa di marketing, comunicazione, pr e web 2.0 tra Torino (la sua città natale) e New York (la sua città ideale). In più, a volte fa la stylist e a volte la cool hunter. È creativa, ma pignolissima. Sembra zen, ma è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La salvano le piccole cose della (sua) vita: il rock’n’roll, la pasta al pesto, internet e il suo nuovo bellissimo frigorifero da 300 litri, pieno di quello che il suo fidanzato chiama “cibo da conigli”.

9 commenti for “NYC loves pizza – and me too”

  1. annabelle

    suonano deliziosi….proverò presto!

  2. io aggiungerei anche KESTè
    sta su bleecker st.
    e qui:
    http://svel.to/51

    di solito c’è fila ma ne vale la pena =D

  3. FranzM

    ahah una pizzeria che mette pino come soundtrack merita sicuramente una visitina…;)

  4. Maroooo che pizza obesa! E’ proprio americana…

  5. juliet

    le pizze americane sono iper cicciute però quella new yorkese ha la crosta fina e croccante…tipo romana, ma più solida :) )

  6. [...] volte si è parlato di PIZZA su Nuok – spesso citando la nota pizzeria Grimaldi di [...]

  7. ahahahaha gli hai fatto proprio l’ultimo prezzo a grimaldi, eh??

  8. Ma certo, concordo con Lorenzo, la pizza di KESTÉ è in assoluto la migliore!!!! Pizza napoletana vera, non newyorkese :-P

    Da pizza diendente le ho provate TUTTE le pizzerie più rinomate (no, Luigi’s mi manca, pur avendo frequentato Park Slope per 3 anni non ne avevo mai sentito parlare, proverò ;-) ), e ne ho persino fatto una lista –> http://www.vivereny.it/mangiare/pizza-1

  9. ugo

    Aggiungerei Keste’ e il Motorino per forza.

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Francesca Masoero

Francesca Masoero non è la campionessa di canottaggio che appare se digitate il suo nome su Google. È l’altra, la multitasker.

Ha un (in)utile dottorato in cinema e marketing; racconta in modo non convenzionale e creativo New York, Torino e Bologna su NUOK e scrive di eventi, lifestyle e cultura per Lookout Magazine; si occupa di marketing, comunicazione, pr e web 2.0 tra Torino (la sua città natale) e New York (la sua città ideale). In più, a volte fa la stylist e a volte la cool hunter.

È creativa, ma pignolissima. Sembra zen, ma è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La salvano le piccole cose della (sua) vita: il rock’n’roll, la pasta al pesto, internet e il suo nuovo bellissimo frigorifero da 300 litri, pieno di quello che il suo fidanzato chiama “cibo da conigli”.

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